Ogni anno vengono eseguiti 170mila trapianti nel mondo, ma i beneficiati non sono neanche il 10 per cento di tutti coloro che ne avrebbero bisogno perché "ci sono pochissimi organi a disposizione e quindi si cercano delle alternative". E ogni giorno nell’Unione Europea muoiono otto persone in attesa di un organo. Negli Stati Uniti d’America il numero sale a 13.
La svolta della Chiesa
A venticinque anni dal primo storico pronunciamento, la Chiesa cattolica torna a riflettere sulla frontiera degli xenotrapianti, ovvero i trapianti di organi di animale all'uomo. La Pontificia Accademia per la Vita ha presentato la versione aggiornata del documento “La prospettiva degli Xenotrapianti – Aspetti scientifici e considerazioni etiche“, un testo che apre con cautela ma convinzione al trapianto di organi, tessuti o cellule tra specie diverse (principalmente da maiali geneticamente modificati a esseri umani) per rispondere alla cronica carenza di organi.

Una svolta per la Chiesa che dà il via libera etico all'utilizzo di organi animali nell'uomo e non solleva obiezioni sull’uso degli animali come fonte di organi, tessuti o cellule da trapiantare negli esseri umani e chiede che siano applicati gli stessi standard bioetici previsti per ogni intervento medico.
Servono regole internazionali
"Questo documento è già circolato nella comunità scientifica ed è stato molto ben accolto per la completezza delle informazioni sia scientifiche che etiche", ha premesso Monsignor Renzo Pegoraro, presidente della Pav, sottolineando che "l'obiettivo è offrire una riflessione alla comunità scientifica e medica ma anche a tutti coloro che sono coinvolti nell'area trapianti".
Pegoraro ha lanciato anche un monito sulla gestione internazionale della materia: “Occorre definire meglio le regole sui brevetti. Parliamo di organi per la cura: l’accesso deve essere garantito a chiunque ne abbia bisogno, evitando discriminazioni”.





