Il mondo della Medicina è stato rivoluzionato nella seconda metà del XX dall’arrivo degli antibiotici: introdotti su vasta scala negli anni Quaranta e Cinquanta, furono spesso chiamati “farmaci miracolosi” perché potevano trattare con successo un’ampia gamma di infezioni comuni, nonché malattie batteriche più gravi come la tubercolosi. Da allora, questa innovazione medica ha salvato milioni e milioni di vite umane in tutto il mondo. E per gli animali? Oggi quel miracolo sta svanendo. La nostra capacità di curare le malattie infettive è stata gravemente compromessa: se da un lato lo sviluppo di nuovi antibiotici è andato progressivamente diminuendo, sta invece aumentando il fenomeno dell’antibiotico resistenza che rientra nel concetto di AMR (Antimicrobial Resistance).
Antibiotici: li stiamo usando nel modo giusto?
L’uso improprio degli antibiotici ed il loro abuso hanno portato al fenomeno delle resistenze e dei “super-bug”, ossia ceppi di batteri resistenti alla maggior parte degli antibiotici. Se questa tendenza dovesse continuare, secondo alcuni scienziati potremmo entrare in una “era post-antibiotica” in cui anche tagli o infezioni minori potrebbero rivelarsi fatali. Numerosi studi dimostrano che la principale causa dell’antibiotico-resistenza è l’uso scorretto degli antibiotici, sia in medicina umana che veterinaria. L’impiego non necessario, l’uso senza prescrizione e le terapie preventive non giustificate favoriscono la selezione di batteri resistenti. Sopratutto negli animali da reddito, l’utilizzo non mirato rappresenta un fattore rilevante. Inoltre, esiste una relazione diretta tra quantità di antibiotici utilizzati e sviluppo di resistenza, in un’ottica One Health che coinvolge uomo, animale e ambiente.

Come si diffonde la resistenza
I batteri sono organismi estremamente adattabili. Possono scambiarsi informazioni genetiche, inclusi i “geni della resistenza”, anche tra specie diverse. Questo significa che una resistenza sviluppata in un contesto può diffondersi rapidamente in altri. Una volta che questi batteri si stabiliscono, eliminarli diventa difficile. Per questo motivo la prevenzione è fondamentale: ridurre l’uso improprio degli antibiotici è il modo più efficace per rallentare il fenomeno.
L’antibiotico-resistenza non riguarda solo la medicina umana. Anche negli animali da compagnia e soprattutto da allevamento – l’uso degli antibiotici può contribuire alla selezione di batteri resistenti. Questo non significa che curare un animale sia sbagliato, ma che è fondamentale farlo nel modo corretto. Animali, esseri umani e ambiente condividono lo stesso ecosistema: i batteri resistenti possono passare da uno all’altro, ad esempio attraverso il contatto diretto o la catena alimentare.
“2050: quando l’antibiotico-resistenza diventerà la prima causa di morte”
Già nel secolo scorso Alexander Fleming aveva lanciato un avvertimento chiaro: l’uso degli antibiotici può portare allo sviluppo di resistenza. Oggi questa previsione è diventata realtà: l’antibiotico-resistenza è una delle principali minacce per la salute globale, con un impatto sanitario ed economico enorme. Comprendere le relazioni che determinano la situazione attuale, tenere il ritmo, guardare allo scenario del 2050 (quando i morti nel mondo per infezioni non trattabili potranno essere 10 milioni ogni anno) come a un futuro non lontano; mancano solo 27 anni, oggi nasce un bambino che sarà già un medico nel 2050: come riuscirà a curare i propri malati?
L'approccio “One Health”

One Health è un approccio integrato che riconosce come la salute dell’uomo, degli animali e dell’ambiente siano profondamente interconnesse. Nasce dalla necessità di affrontare sfide globali, dalle zoonosi al cambiamento climatico, dalla sicurezza alimentare all’antibiotico-resistenza, con una visione unitaria e collaborativa. Promosso da istituzioni internazionali, enti sanitari e università, One Health propone un cambio di paradigma: agire insieme, in rete, per proteggere il benessere collettivo e garantire un futuro sostenibile.
Perché riguarda anche gli animali e quindi tutti noi
L’approccio "One Health" viene definito dall’Organizzazione mondiale della sanità come un approccio integrato e unificante che mira a equilibrare e ottimizzare in modo sostenibile la salute delle persone, degli animali e degli ecosistemi. Attraverso l’approccio “One Health” puntiamo a superare le barriere normative, riconoscendo il legame intrinseco tra la salute degli esseri umani, degli animali, delle piante e dell’ambiente. Oggi la comunità scientifica affronta l’antibiotico-resistenza con un approccio chiamato One Health, cioè “una sola salute”. Questo concetto riconosce che la salute di esseri umani, animali e ambiente è strettamente interconnessa. Gli studi evidenziano come i batteri resistenti possano circolare tra queste tre componenti, attraverso il contatto diretto, la filiera alimentare e l’ambiente. Per questo motivo, la lotta alla resistenza non può essere affrontata separatamente: serve una collaborazione tra medici, veterinari, ricercatori e istituzioni. Anche organismi internazionali come l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare sottolineano che solo un approccio integrato può essere realmente efficace.
Il quadro UE
L’Unione europea ha da tempo riconosciuto l’importanza dell’approccio «One Health» e il suo quadro normativo è concepito per affrontare le questioni sanitarie attraverso una strategia coordinata. Il piano d’azione One Health dell’UE contro l’AMR: varato nel 2017 il piano d’azione dell’UE contro la resistenza agli antimicrobici costituisce una pietra miliare dell’iniziativa One Health. L’EFSA contribuisce in modo significativo a questo piano d’azione fornendo pareri scientifici e valutazioni del rischio che orientano le politiche relative all’uso degli antibiotici negli animali e alle prassi di sicurezza alimentare.
Regolamento (UE) 2016/429 Normativa in materia di sanità animale
Questo regolamento pone le basi per il controllo delle malattie che possono essere trasmesse tra gli animali e gli esseri umani. Il lavoro dell’EFSA nel monitoraggio degli agenti patogeni zoonotici e nella fornitura di valutazioni del rischio supporta l’attuazione di questa legislazione. Green Deal europeo e strategia "Dal produttore al consumatore": il Green Deal europeo, insieme alla sua strategia "Dal produttore al consumatore", promuove la sostenibilità nella catena alimentare e sottolinea il ruolo di One Health nel garantire la sicurezza alimentare e la tutela della biodiversità. L’EFSA contribuisce analizzando l’impatto delle pratiche agricole sulla salute degli animali e dell’ambiente.
Collaborazioni globali: l’UE partecipa attivamente agli sforzi globali dell’iniziativa One Health, compreso il lavoro dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), dell’Organizzazione mondiale per la salute animale (WOAH) e dell’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO). I contributi scientifici dell’EFSA spesso ispirano le posizioni dell’UE in questi forum internazionali. Governance One Health nell’Unione europea: secondo questo rapporto del meccanismo di consulenza scientifica (SAM) della Commissione europea, forti evidenze scientifiche supportano l’approccio «One Health» nella definizione delle politiche che riguardano i sistemi sanitari, la sicurezza alimentare, le malattie zoonotiche, la resistenza agli antimicrobici e l’ambiente.
Il ruolo fondamentale del Veterinario e del proprietario
Il Medico Veterinario come il Medico Umano ha un ruolo centrale nell’utilizzo responsabile degli antibiotici: scegliere il farmaco giusto, alla dose corretta e per il tempo necessario è essenziale per curare l’animale senza favorire resistenze. Ma anche il proprietario ha una responsabilità importante: seguire scrupolosamente le indicazioni, evitare il “fai da te” e non utilizzare farmaci avanzati da precedenti terapie. Ogni volta che un antibiotico viene utilizzato in modo scorretto, viene somministrato al proprio animale senza prescrizione o quando la terapia viene interrotta troppo presto, i batteri più resistenti hanno maggiori probabilità di sopravvivere e moltiplicarsi. Con il tempo, questo porta alla diffusione di infezioni sempre più difficili da trattare. In un’ottica One Health, ogni comportamento corretto contribuisce a proteggere non solo la salute del singolo animale, ma quella collettiva.
Una responsabilità condivisa per il futuro
L’antibiotico-resistenza non è un problema lontano o riservato agli ospedali: riguarda tutti noi, nella vita quotidiana, nel rapporto con i nostri animali e nelle scelte che facciamo ogni giorno. La buona notizia è che possiamo davvero fare la differenza.
In un mondo sempre più interconnesso, la salute non è mai “individuale”: è il risultato di un equilibrio tra persone, animali e ambiente. È proprio questo il cuore dell’approccio One Health, che ci ricorda come ogni gesto responsabile contribuisca a proteggere un bene comune.
Bibliografia / Fonti
Caneschi A. et al., The Use of Antibiotics and Antimicrobial Resistance in Veterinary Medicine: A Narrative Review, Antibiotics, 2023.
Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), Antimicrobial Resistance factsheet
EFSA – European Food Safety Authority, One Health approach








