Benessere Animale e regolamento per la tracciabilità degli animali da compagnia: tra le novità l'obbligo di indicare il microchip della fattrice al momento della registrazione di ogni cucciolo in anagrafe, controlli automatici sulle variazioni anagrafiche, sulla consistenza degli animali detenuti e sulla produzione di cuccioli. Questi i temi dell'incontro del 9 aprile al Ministero della Salute tra la Direzione Generale della Sanità Animale e dei Farmaci Veterinari (DGSAF) e la delegazione dell’Associazione Nazionale Gruppo Allevatori Cinofili (GAC). L’appuntamento rientra nel percorso di definizione del Regolamento SINAC (Sistema di identificazione Nazionale Animali da Compagnia), previsto dai decreti legislativi 134, 135 e 136 del 2022.
Le richieste degli allevatori Gac al Ministero

La delegazione del GAC, guidata dal presidente Attilio Presta, dalla Veterinaria Francesca Serena e dall’avvocato Francesca Capodagli, in qualità di consulenti esterni dell’associazione, ha presentato un contributo tecnico sui temi della tracciabilità degli animali da compagnia e della classificazione degli allevamenti. Tra i punti esposti, la richiesta di una definizione più precisa del termine “fattrice” e l’esigenza di tutelare le femmine non più in ciclo riproduttivo, con riferimento ai limiti detentivi previsti per i piccoli allevamenti.
Cosa cambia per gli allevatori

La Direzione Generale del Ministero, rappresentata dal direttore Giovanni Filippini e dalla dottoressa Patrizia Ippolito, ha illustrato l’impostazione del sistema, confermando che tutti gli allevamenti saranno identificati come stabilimenti e associati a un codice univoco georiferito.
Sul tema delle criticità, il regolamento Sinac segnalerà anomalie attraverso opportuni alert gestiti direttamente al sistema informatico. L'obiettivo condiviso è quello di intercettare la maggior parte delle criticità note nel settore.
"Amatoriali", nuove norme
Nel corso dell’incontro è stata affrontata anche la definizione impropria e forviante di allevamento “amatoriale”, spesso interpretata in modo non uniforme. La “Sanità” ha richiamato i limiti previsti dalla normativa europea per le piccole realtà: “Gli operatori degli stabilimenti di allevamento che producono o intendono produrre più di cinque cucciolate per anno solare, oppure che detengono più di cinque fattrici o gatte in qualsiasi momento, possono immettere sul mercato cani o gatti solo dopo l’approvazione del loro stabilimento da parte dell’autorità competente”. Le attività che rientrano sotto tali soglie restano comunque soggette agli obblighi di tracciabilità, benessere animale e conformità alle normative comunali sempre nella coerenza con quanto prevede il Regolamento Europeo: “Un allevamento in cui vengono prodotti al massimo due cucciolate per anno solare destinate all’immissione sul mercato è soggetto ad obblighi commisurati” per tutti gli altri gli obblighi sono identici. Una garanzia di equità che riallinea l’intero settore e crea le condizioni per una concorrenza finalmente equa ed uniforme.
Attilio Presta, presidente Associazione Nazionale Gruppo Allevatori Cinofili
“Siamo estremamente soddisfatti del lavoro svolto e del dialogo costruttivo con il Ministero e direttore Filippini, il quale ha preso atto della volontà del sistema allevatoriale di dare un contributo attivo per l'implementazione del sistema Sinac. Il perfezionamento del sistema di tracciabilità richiederà del tempo e un'analisi attenta e puntuale sulla sua efficienza operativa”.
Nuovi incontri per i tavoli tecnici
L’incontro si è concluso con l’impegno dell’Associazione a seguire le successive fasi di definizione del Regolamento SINAC e a partecipare ai tavoli tecnici dedicati alla sua implementazione e all'armonizzazione col nuovo Regolamento europeo sul benessere animale e sulla tracciabilità, che imporrà l’allineamento del SINAC ai nuovi standard comunitari.








