Il 28 aprile il Parlamento Europeo dovrà ad approvare il nuovo regolamento sul benessere di cani e gatti e sulla loro tracciabilità che, per la prima volta, stabilisce criteri omogenei per l’allevamento, la gestione e la tracciabilità di cani e gatti in tutta l’Unione. La relatrice Veronika Vrecionová presenterà in assemblea il testo concordato con Consiglio e Stati membri, chiudendo un percorso iniziato diversi anni fa e già abbozzato in una versione preliminare del 2023, poi aggiornata nel 2025.
Le nuove regole con uno sguardo al mercato Ue che vale 1,3 mld l'anno

La misura interviene in un settore in continua espansione: nell’UE si stimano oltre 72 milioni di cani e 83 milioni di gatti, con un mercato che supera 1,3 miliardi di euro annui. La crescita del commercio online e l’aumento dei traffici illegali hanno convinto le istituzioni europee che le sole normative nazionali non bastano più, rendendo necessario un quadro comune.
Benessere e Tracciabilità: non c'è più spazio per chi improvvisa o lucra
Il regolamento si basa principalmente su due pilastri: Benessere in quelli che vengono definiti "stabilimenti" e quindi allevamenti, negozi, rifugi, famiglie affidatarie e Tracciabilità, cioè l'identificazione e registrazione obbligatori per tutti i proprietari, affermando inoltre, che sono considerate attività di mercato tutte le offerte regolari di animali, anche gratuite. Le donazioni occasionali senza pubblicità online non rientrano nel campo di applicazione.

Negli allevamenti regole ferree
Le norme recepiscono le valutazioni scientifiche dell’EFSA (Autorità Europea per la sicurezza Alimentare) e si concentrano sul benessere etologico delle specie e razze ospitate negli Stabilimenti (qualsiasi luogo, struttura o insieme di strutture in cui cani o gatti sono allevati, detenuti o immessi sul mercato) e soprattutto sulla socialità: cani e gatti dovranno avere accesso a acqua pulita, alimentazione adeguata e spazi proporzionati alle loro esigenze. I cani con più di otto settimane dovranno poter uscire quotidianamente all’aperto o essere portati a passeggio. Animali con caratteristiche morfologiche estreme o con mutilazioni non potranno partecipare a mostre o esposizioni. La serie di norme introducono standard minimi di benessere animale per allevamenti (qualsiasi stabilimento in cui cani o gatti sono riprodotti), commercianti e rifugi; rafforza la tutela dei consumatori; crea condizioni di concorrenza più eque e mette a disposizione strumenti più efficaci contro il commercio illegale. I proprietari privati restano esclusi: gli obblighi riguardano esclusivamente gli operatori professionali.
Riproduzione: la fine del far west

Sul fronte riproduttivo vengono fissati limiti di età: è richiesta la maturità scheletrica oltre che biologica e normata la frequenze delle cucciolate: 3 parti in 24 mesi ed un intervallo successivo di 12 mesi, oltre al divieto di accoppiamenti tra consanguinei, salvo eccezioni mirate alla salvaguardia di razze locali con scarsa variabilità genetica. È inoltre vietata la riproduzione di ibridi derivati da incroci con specie selvatiche. Le femmine che hanno già subito due cesarei non potranno essere impiegate per ulteriori riproduzioni. Animali con caratteristiche morfologiche estreme o con mutilazioni non potranno partecipare a mostre o esposizioni. Gli operatori dovranno garantire visite veterinarie regolari e informare gli acquirenti sulla gestione responsabile dell’animale. È espressamente vietato l’abbandono da parte degli operatori.
Microchip anche per i gatti e registro europeo per vendite e cessioni
Sul piano della tracciabilità, la possibilità di risalire all’origine, ai movimenti e ai cambi di proprietà o responsabilità di un cane o un gatto, il regolamento introduce un sistema molto più rigoroso: tutti i cani e i gatti dovranno essere microchippati e registrati in un database nazionale prima della vendita o della cessione. I registri dei vari Paesi saranno interoperabili e consultabili online. È previsto anche un portale pubblico per verificare l’identificazione degli animali. La tracciabilità contribuisce anche alla tutela della salute pubblica secondo l’approccio One Health ed il Regolamento è complementare al Reg. (UE) 2016/429 (Animal Health Law). Gli Stati membri dovranno organizzare percorsi formativi obbligatori per gli operatori e fornire ai cittadini informazioni chiare quando acquistano un cane o un gatto. Le importazioni da Paesi terzi saranno ammesse solo se rispettano standard equivalenti.
Il regolamento entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, ma diventerà applicabile dopo due anni. Per gli adeguamenti strutturali più complessi è previsto un periodo transitorio di cinque anni. Dopo il voto il nuovo sistema di regole sarà immediatamente vincolante e diretto in tutti gli Stati membri, come una legge nazionale, per unificare le norme.





