Pesci alieni nel Mediterraneo: l'ultima scoperta è nell'Adriatico dove è stato avvistato il Pesce Chirurgo di Monrovia, l'Acanthurus monroviae, tipico dell'Oceano Atlantico e nuovo inquilino del Mare Nostrum. A onor del nome in prossimità della coda è dotato di due lame, affilate come un bisturi da chirurgo.
La scoperta firmata dai ricercatori Croati
La presenza dell’animale è stata registrata per la prima volta dagli studiosi croati Jakov Dulčić, Pero Ugarković, Jure Miočić-Stošić e Pero Tutman che l’hanno segnalata su Invasivesnet e su Reabic, piattaforme internazionali cui fanno capo i ricercatori di cinque continenti per scambiarsi informazioni sulle invasioni biologiche. Proprio su Reabic è stato pubblicato il loro studio intitolato “Prima segnalazione del Pesce chirurgo di Monrovia nel Mar Adriatico”. La ricerca spiega che degli Acanturidi fanno parte 84 specie ma, ad oggi, soltanto sette di esse sono state segnalate nel Mar Mediterraneo.

Cronistoria degli avvistamenti
Il nuovo arrivato armato di lame è stato avvistato per la prima volta tra giugno e agosto 2024 in località vicine a Kostrena in Croazia. Il primo esemplare è stato visto il 2 giugno da Jure Miočić-Stošić mentre beccava le alghe sul fondale roccioso a una profondità di circa 3-5 metri. Il Pesce chirurgo di Monrovia “girava in tondo in un’area di circa 100 metri quadrati e, occasionalmente, interagiva con altri pesci più piccoli, mostrando un comportamento territoriale”. Poi ci sono stati altri avvistamenti e altri ancora, fino al punto da diventare oggetto di un reportage della Tv pubblica croata.
L'Alto Adriatico scelto come habitat
Secondo gli studiosi non si tratta più di una presenza occasionale, il Chirurgo tropicale ha proprio deciso di abitare l’Alto Adriatico. Non si tratterebbe di una colonia nata da esemplari liberati dagli acquari, bensì di specie che hanno risalito il Mediterraneo e attraversato il Canale d’Otranto. È noto che questi pesci possono raggiungere i 48 centimetri di lunghezza e fino a mezzo chilo di peso, ma pare che quelli avvistati siano in tutto simili a quelli rilevati sulle coste israeliane sin dal 1996.
L'identikit del "chiurugo"
L’identikit è il seguente: corpo ellittico e schiacciato, interamente ricoperto da piccole scaglie, il profilo del muso è convesso, la bocca è piccola con labbra spesse, occhietti arrotondati, pinna della coda a forma di falce di luna e dotata di una singola spina erettile, il colore è un indefinito brunastro (la testa è marrone scuro) ed è solcato da 20 linee longitudinali alternate gialle e blu-violette, sui fianchi due grosse macchie gialle ovali circondano i due “bisturi”.
L'università di Bari: “Fate attenzione al contatto, può ferire”
Proprio per la presenza di queste lame, il professor Cataldo Pierri, docente di Zoologia marina all’Università di Bari, invita alla prudenza. “Non bisogna cercare di accarezzarlo perché può causare ferite profonde. Bisogna stare attenti a non afferrarlo. È, però, questa una precauzione che dovrebbe valere sempre, non bisogna mai disturbare le specie selvatiche. Questi, poi, che appartengono alla famiglia dei Pesci chirurgo, usano le due lamine poste ai due lati del corpo per difesa: con uno scatto repentino, danno un colpo di frusta e possono fare tagli anche abbastanza profondi”. Aggiunge Cataldo: “È vero che vive in banchi ma non è particolarmente aggressivo, è il meno territoriale dei Pesci chirurgo, è il meno confidente, mentre ce ne sono alcuni che attaccano. Però è bene non dare mai troppa confidenza agli animali selvatici”.
Raccomandazione per i pescatori: "Può ferire anche se morto"
Infine, una raccomandazione ai pescatori: il Pesce chirurgo di Monrovia è commestibile, si invita alla cautela anche nel maneggiarlo da morto perché i due “bisturi” non smettono di essere taglienti.








