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Allevamento lager e vendita abusiva: 90 animali tra rifiuti e senza acqua

Il blitz dell'attivista Enrico Rizzi scoperchia il caso di un allevamento lager a Ponte Galeria, periferia sud di Roma. La Asl Roma 3 avrebbe disposto il "sequstro fiduciario"
Autore:
Valentina Renzopaoli
aggiornato il
12/01/2026

Cinquanta cani e quaranta gatti nascosti in un allevamento alle porte di Roma, a Ponte Galeria, senza luce né acqua corrente, che vivevano tra i loro escrementi.

E' l'ultimo caso di maltrattamenti e sfruttamento ai danni degli animali domestici. La struttura, che non avrebbe autorizzazioni sanitarie, sarebbe inserita in un circuito illegale di vendita di animali in totale violazione delle norme sul benessere animale.

Il caso denunciato da Enrico Rizzi

A far esplodere il caso è stato il bliz dell'attivista Enrico Rizzi, arrivato nella struttura mentre erano in corso i controlli dei veterinari della ASL Roma 3. Le immagini e le testimonianze parlano di animali visibilmente provati, ambienti insalubri e assenza di requisiti basilari per la detenzione. Eppure, secondo quanto denunciato da Rizzi, nonostante le evidenze, i veterinari si sarebbero limitati a impartire prescrizioni tecniche, senza procedere al sequestro immediato degli animali.

Le dichiarazioni della Asl Roma 3

Dopo il sopralluogo, di venerdì 9 gennaio, il servizio veterinario della ASL Roma 3 ha pubblicato il seguente post sulla sua pagina FB: “A seguito del sopralluogo eseguito in sinergia con i Nas e la Polizia di Roma Capitale, è stato predisposto dall’azienda sanitaria il sequestro fiduciario della struttura. È stato altresì redatto un verbale contenente diverse prescrizioni e sanzioni amministrative dovute alla mancanza di autorizzazioni sanitarie e altre non conformità relative alla struttura. Il provvedimento di sequestro fiduciario e le sanzioni saranno notificate al proprietario nei tempi previsti dalla legge. Il proprietario della struttura avrà 60 giorni per adeguarsi alle contestazioni notificate e per porre la struttura nelle condizioni massime utili alla tutela della salute fisica e psicologia dei numerosi animali presenti. Scaduti i 60 giorni si provvederà nei termini di legge. Si precisa, infine, che il servizio veterinario della ASL Roma 3 ha adempiuto a tutte le procedure previste per gli esposti applicabili al caso di specie”.

La risposta

Immediata la risposta di Enrico Rizzi “Mi domando come sia possibile dare delle “prescrizioni” per sistemare una struttura che è totalmente abusiva, e che semplicemente deve essere sgomberata. Legalità, questa sconosciuta. Capisco che ci si sia resi conto della tremenda figura fatta a livello nazionale, ma la toppa è peggio del buco. I funzionari Asl (che in ogni caso saranno da me denunciati senza alcuna esitazione nelle prossime ore) hanno una sola possibilità: sequestrare la struttura e sequestrare i cani, e portarli via da questo inferno. Oggi. Non tra 60 giorni! Perché tra 60 giorni i cuccioli, giusto per fare un esempio, saranno probabilmente già morti!”

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