Mentre viene calendarizzata in Senato la discussione sulla proposta di legge per vietare il consumo e la macellazione della carne di cavallo, portata avanti dalle deputate Susanna Cherchi del Movimento Cinque Stelle e da Luna Zanella di Avs e da Michela Brambilla di Noi Moderati, arriva il “no” del vicepresidente del Senato e senatore della Lega, Gian Marco Centinaio, che difende i piatti italiani a base di equini.
“Vietare il consumo di carne equina significherebbe cancellare un pezzo della storia della cucina italiana, Patrimonio dell’Umanità, e anche dell’identità di alcuni territori. Per questo, non posso condividere le proposte di legge in discussione alla Camera, che vanno in questa direzione” afferma Gian Marco Centinaio.

I piatti della tradizione italiana
Prosegue: “Dalla pastissada di Verona alle polpette di Catania, passando per i pezzetti salentini e, in particolare, per il caval pisst di Parma, lo stracotto d’asino nella pianura lombarda e il tapulon di Borgomanero, la presenza della carne di cavallo e di asino sulle nostre tavole ha attraversato i secoli e si è affermata come una tradizione radicata, sostenuta anche dalle proprietà nutrizionali che ne avvalorano il consumo, soprattutto per determinate categorie di persone”, ricorda Centinaio.
“Difendiamo la cultura culinaria”
“Rispetto la decisione di chi, per ragioni affettive, morali o ideologiche, preferisce non mangiare i prodotti derivati da alcuni o tutti gli animali. Ma credo sia giusto chiedere il medesimo rispetto per la cultura di tante comunità locali, che si definisce anche a partire dai piatti tradizionali”, conclude il vicepresidente del Senato.
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