Lupi predatori, lupi che attaccano mandrie e greggi e la Regione Emilia Romagna si schiera al fianco degli agricoltori per sostenere le spese per dotare le aziende di cani da guardiania. Solo che, a leggere il bando “Intervento SRD04 “Investimenti non produttivi agricoli con finalità ambientale” - Azione 1 – Categoria 1.7 “Investimenti per migliorare la coesistenza tra agricoltura, allevamenti e la fauna selvatica”, viene da sorridere.
"Cani da guardiania", una definizione troppo generica
Tra recinzioni fisse e elettrificate, sistemi dissuasori luminosi e acustici e reti anti-uccello, nonché recinti virtuali, con i 2 mln di euro previsti dal bando operativo dallo scorso dicembre, spunta anche la voce “acquisto cani da guardiania”. Delle due l'una: o la Regione Emilia Romagna punta molto sull'onestà degli agricoltori per la scelta di cani idonei al lavoro dalle greggi; oppure il bando è un'anatra zoppa che non definisce specie e caratteristiche dei cani, aprendo anche all'acquisto di Barboncini, di un'adorabile e gentile Golden Retriever, oppure un Rottweiler che è riconosciuto come portatore di un grande istinto di protezione.

I requisiti per i cani da lavoro: assicurazione, Anagrafe canina e cartellli
Nel bando (che si allega) a pagina 14 si legge semplicemente al punto 11.1 tra le spese ammissibili, “acquisto di cani da guardiania”. Scorrendo il testo, per fortuna il legislatore regionale ha aggiunto: “Con riferimento all’acquisto di cani da guardiania, ai fini dell’ammissibilità della spesa si dovrà provvedere alla copertura assicurativa di responsabilità civile e per danni a terzi; all’iscrizione all’anagrafe canina; al passaggio di proprietà nonché alle spese sanitarie necessarie al benessere animale nel rispetto della normativa in vigore; inoltre, dovranno essere installati in prossimità degli accessi aziendali adeguati cartelli informativi finalizzati ad allertare passanti ed escursionisti della presenza di cani da lavoro”.
Si sono dimenticati di indicare le razze riconosciute dalla FCI

Nessun riferimento alle razze riconosciute dalla Federazione Cinologica Internazionale, come selezionate per difendere greggi e territori dai predatori che, in Italia sono: Cane da Pastore Maremmano-Abruzzese, Cane Fonnese, Spino degli Iblei, Pastore della Sila. Ancora più grave la mancata indicazione della razza, è quella relativa ad un eventuale “addestramento” del cane a fare il lavoro in agricoltura, visto che si contano a decine Pastori Maremmani e Abruzzesi molto più docili e affettuosi con le persone di tanti Jack Russel e di molti Chihuahua che si credono pastori. Considerando che i 2 mln di euro sono soldi pubblici e che la protezione degli animali al pascolo dai predatori è materia seria, dalla Regione Emilia ci si attendeva maggiore attenzione alla qualità della spesa.
Le istruzioni per il bando burla
Le domande devono essere presentate tramite il Sistema Informativo Agrea entro le ore 13 del 27 marzo 2026. Gli interventi dovranno essere completati entro 12 mesi dalla concessione, con possibilità di proroga fino a 180 giorni. A meno che non si intervenga sul bando colmando una leggerezza non giustificabile.








