La nuova Relazione annuale della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle Ecomafie conferma che le corse clandestine di cavalli restano uno dei fenomeni più radicati e redditizi per la criminalità organizzata. Nel documento, pubblicato lo scorso 12 febbraio, la Commissione parla di “una sfida aperta alle istituzioni democratiche” e di un sistema che, soprattutto nel Sud, continua a rappresentare un rituale di controllo del territorio e di ostentazione del potere mafioso.
Eventi organizzati alla "perfezione"
Le gare illegali vengono descritte come eventi strutturati: strade chiuse, decine di persone coinvolte, cavalli costretti a correre in condizioni estreme, spesso sotto l’effetto di sostanze vietate. I video diffusi sui social, sottolinea la Commissione, non sono semplici testimonianze, ma strumenti di propaganda criminale che celebrano l’illegalità e ne amplificano il prestigio.
Corse bloccate: 7; persone denunciate: 70; cavalli sequestrati: 29

I dati raccolti confermano la continuità del fenomeno. Nel 2024 le forze dell’ordine hanno effettuato 17 interventi, bloccato 7 corse clandestine, denunciato 70 persone e sequestrato 29 cavalli e un pony. Dal 1998, anno in cui la LAV ha iniziato a monitorare sistematicamente il settore, le persone denunciate sono 4.324, i cavalli sequestrati 1.430 e le gare fermate 165. Numeri che, secondo la Commissione, mostrano un fenomeno tutt’altro che marginale.
Agenti sotto copertura e intercettazioni
Il documento rilancia una serie di interventi ritenuti indispensabili per contrastare il sistema: pene più severe per gli organizzatori, possibilità di utilizzare intercettazioni e agenti sotto copertura, sanzioni per chi diffonde online video di maltrattamenti, demolizione delle stalle abusive, creazione di centri protetti per i cavalli sequestrati e di una banca dati interforze sui reati contro gli animali. Misure che, secondo la Commissione, servono a colpire non solo gli esecutori, ma le infrastrutture criminali che rendono possibile il fenomeno.
La raccolta firme di Lav
Su queste proposte la LAV ha avviato una petizione che ha già raccolto 29.000 firme. L’associazione ha chiesto un incontro al Ministro della Giustizia Carlo Nordio, ai Presidenti di Camera e Senato e ai Capigruppo delle Commissioni Giustizia per consegnare formalmente le sottoscrizioni e sollecitare un intervento legislativo. “Il contrasto alle corse clandestine richiede una risposta politica immediata e coordinata”, afferma la LAV, ricordando che il fenomeno riguarda allo stesso tempo legalità, sicurezza pubblica e tutela degli animali.





