Cinghiali che invadono il centro delle città, cinghiali che rovistano nella spazzatura, cinghiali che aggrediscono. La presenza di questi ungulati in aree urbane è ormai un dato di fatto in diverse zona d'Italia. Ma si tratta di un'emergenza? Lifeanimal.it lo ha chiesto ad un'esperto il Prof. Domenico Fulgione, Docente ordinario di Zoologia presso l'Università Federico II di Napoli.
Professor Fulgione, in Italia esiste un'emergenza cinghiali?
“In effetti, l'emergenza è data sicuramente dal numero dei cinghiali che vivono in Italia, oltre 1 milione di individui; ma non è tanto il numero quanto il fatto che siano usciti dal loro habitat naturale a dover preoccupare: i cinghiali sono nel centro di Genova vicino ai supermercati, a Roma dove attraversano strade anche trafficate: c'è stata un’invasione dell'ambiente antropico. E ci sono stati anche danni concreti, all'agricoltura, alla biodiversità. Oltre al fatto che esiste anche un'emergenza sicurezza”.

Ma come si è arrivati a questi numeri?
“Era una cosa attesa tra chi studia la fauna selvatica: abbiamo per anni agito sul suo predatore principale che è il lupo cacciandolo; abbiamo abbandonato le aree interne, incentivando, attraverso le politiche agronomiche comunitarie, il trasferimento dell'uomo verso le città, e così il bosco ha recuperato spazi e con il bosco, è tornato il cinghiale. Poi abbiamo cominciato a ibridare le diverse forme di cinghiale poiché, a scopo venatorio, sono stati immessi nel nostro ambiente cinghiali dei paesi dell'Est Europa che hanno una maggiore fertilità. Abbiamo anche abbandonato i maiali allo stato brado: maiali che si sono ibridati con le forme selvatiche anche questo a favore di una maggiore fertilità. Tutti questi fattori inevitabilmente hanno fatto esplodere demograficamente la popolazione dei cinghiali”.
E adesso che si può fare?
“Diversi governi locali ed enti territoriali stanno agendo: c'è chi paga gli indennizzi agli agricoltori, altri si stanno attrezzando per un sele-controllo, un prelievo che mima l’azione del predatore facendo abbattimenti selettivi per regolare le popolazioni”.
Come funziona il sele-controllo?
“Si attiva, in particolare, all'interno dei Parchi Nazionali, agisce su classi di età e sesso, a secondo della popolazione ci sono prescrizioni di controllo numerico”.
Le Associazioni animaliste non sono contrarie a questo metodo?
“Nei piani che ho redatto personalmente ho sempre trovato molta collaborazione. Bisogna dire che colui che è il regolatore della popolazione, il lupo, per quanto sia una specie che ha avuto una recente crescita popolazionistica, ancora non ce la fa a equilibrare la popolazione dei cinghiali, quindi l'uomo deve sostituirsi al predatore e fare un prelievo cosiddetto ecologico. Quello che mi è risultato interessante è che le associazioni animaliste sono contro la caccia, ma quando si tratta di regolare le popolazioni, non sono assolutamente contrarie perché si rendono conto del ruolo ecologico che a volte si affida ai cacciatori”.

Le farò una domanda banale: i cinghiali hanno capito che nelle città si mangia, soprattutto lì dove viene effettuata la raccolta dei rifiuti differenziata porta a porta. Ma come è possibile che i cinghiali sappiamo il giorno in cui si raccoglie l'umido?
"I cinghiali sono animali che abbiamo domesticato facilmente: si sono avvicinati all’uomo circa 9 mila anni fa e da allora è iniziata la trasformazione in maiali. Hanno la capacità di invadere nicchie ecologiche nuove, con diversi e straordinari adattamenti. Per esempio, il mio gruppo ha realizzato uno studio sull’olfatto dei cinghiali, un senso molto sviluppato, scoprendo che esso si sviluppa nell’embrione del cinghiali già al 50esimo giorno di gravidanza, quindi circa a metà della gravidanza. Per capirci, prima di quello che accade in altri mammiferi.
Anche nell’uomo accade questo: il feto sente gli odori del liquido amniotico ma il senso olfatto nell’uomo si sviluppo nell’ultimo periodo prima della nascita. Invece, questa anticipazione del senso olfatto nei cinghiali fa in modo che quando i piccoli nascono sono già pre-adattati a quello che è solita fare la madre. Se la madre si è avvicinata al cassonetto della spazzatura mentre era in questa fase della gravidanza, i cuccioli sono già “addestrati” agli odori, hanno una marcia in più nell’invadere nuovi ambienti. Infatti, le madri scoprono ambienti nuovi e trasferiscono queste conoscenze anche alla loro discendenza”.


Il cinghiale attacca l'uomo?
“Chi potrebbe essere pericolosa è la femmina con i cuccioli”.
Si stanno diffondendo notizie sulla cosiddetta “peste suina”: ci dobbiamo preoccupare?
“Si tratta di un problema principalmente economico: la peste suina non contamina l'uomo ma solo maiali e cinghiali. La politica che si sta adottando è quella del depopolamento. Laddove ci sono casi positivi, si traccia una zona rossa e si uccidono tutti gli esemplari presenti nella zona, compreso i maiali. E' una malattia tipica dei suini, ma la colpa è nostra perché la malattia è stata importata dall'uomo dall'Africa, con derrate alimentari e spazzatura ed è stata diffusa in Europa. Non ci sono pericoli per l'uomo ma economicamente è un danno molto grave, perché nelle zone colpite, gli allevamenti suinicoli sono costretti ad abbattere i capi”.
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