"E' stata l'esperienza più brutta della nostra vita". Chiara non usa mezzi termini, è ancora terrorizzata quando ricorda la convivenza con Cico durata qualche mese. Chiara lo aveva preso per suo figlio che aveva cinque anni e insisteva per avere un animale che gli facesse compagnia
Un regalo di Natale che sembrava perfetto
Cico è un coniglio che tre anni fa è stato accolto a braccia aperte da mamma, papà e bambino. Una comune famiglia di Roma che, come tante altre, aveva deciso di ospitare un nuovo, attesissimo amico peloso e di aprirgli le porte di casa.
I genitori, per amore, si erano lasciati convincere e, dopo tante richieste, avevano deciso di accontentare il figlio. Ma le migliori intenzioni non hanno potuto niente di fronte alla situazione che sono stati costretti a vivere.
I primi problemi della convivenza con il coniglio
"Un incubo", la definisce Chiara che, a LifeAnimal, racconta la sua strana, a tratti inquietate, avventura. "Cico è stato il nostro regalo di Natale, un regalo che è piaciuto tantissimo al nostro bimbo, ne è stato felicissimo. Finalmente il suo desiderio era stato esaudito. Era bello vederlo così contento".

All'inizio la convivenza è stata più che tranquilla, solo qualche problema di routine dei quali Chiara e suo marito erano stati messi al corrente dalla persona che gli aveva consegnato l'animale: "Il coniglio faceva i suoi bisogni qua e là, in giro per la casa, ma sapevamo che era lo scotto che dovevamo pagare - continua - Lo lasciavamo libero perché un nostro amico esperto di animali ci aveva suggerito di non tenerlo in gabbia altrimenti si sarebbe incattivito. Così durante il giorno era libero di muoversi per la casa, nonostante danni fatti e defecazioni ovunque, e di notte lo chiudevamo nella gabbia".
La notte dell’episodio inquietante
Finche un giorno... "Era notte fonda, silenzio totale. Mentre dormivamo abbiamo sentito un rumore fortissimo. Ci siamo spaventati e ci siamo catapultati in salone a vedere cosa fosse successo. E lì abbiamo assistito a una scena da film dell'orrore - spiega Chiara - Cico era aggrappato alla gabbia, in posizione eretta, e la sbatteva come se fosse posseduto. Aveva gli occhi rossi. Abbiamo avuto davvero paura, un quadro che difficilmente dimenticherò".
E non è finita qui. Nonostante le traversie, a Chiara e a suo marito non era nemmeno balenata per la testa l'idea di mandare via Cico. Non avrebbero potuto dare un dispiacere al bambino.
La casa devastata e il punto di rottura
Ma è successo qualcosa che gli ha fatto cambiare idea. "Un giorno si è rotta la porta a soffietto che divide la zona giorno della casa con la zona notte. E' rimasta un po' aperta ma nella fretta di uscire la mattina presto per lavoro e scuola non gli abbiamo dato peso. Il coniglio è entrata nelle stanze da letto e le ha praticamente distrutte. Ha mangiato tutto quello che gli è capitato a tiro, mobili, coperte, giocattoli. Le sue feci erano ovunque, anche sui letti".
A quel punto la paura ha superato le promesse fatte al figlio e all'impegno assunto. La situazione era diventata ingestibile e potenzialmente pericolosa, anche per il bambino.
La scelta finale: affidare Cico a una struttura protetta
Con grande dispiacere hanno preso una decisione sofferta ma ormai inevitabile: portare Cico al parco natura La Selvotta, a Formello - che si trova all'interno del parco naturale di Veio - vicino Roma, dove ci sono conigliere e altri animali: "Lì almeno non avrebbe fatto del male a nessuno e sarebbe stato nel suo ambiente", conclude Chiara che oggi ripensa a quei mesi con un misto di sollievo e angoscia. "Speriamo che sia ancora vivo e accudito. Nonostante le disavventure ci eravamo affezionati a lui, non ci aspettavamo sicuramente che le cose sarebbero andate così".
Per far tornare il sorriso al figlio, che non voleva rinunciare alla compagnia di un amico pelosetto, Chiara gli ha regalato un cane, un Pinscher nano nero, chiamato Thor, in onore dell'omonimo personaggio Marvel tanto apprezzato dal bambino.





