Il Tribunale di Frosinone ha archiviato il procedimento penale relativo alla morte della capretta di Anagni poiché “deve convenirsi che dagli atti non siano emersi elementi sufficienti a formulare una ragionevole previsione di condanna degli indagati per i reati ipotizzati”. Per la Lav si tratta di una “una decisione vergognosa, incomprensibile e inaccettabile”.
Nessun processo, l'ira della Lav

In una nota la Lav spiega: “Dopo due richieste di archiviazione cui LAV si è opposta ben due volte, e dopo l’accoglimento da parte del GIP della richiesta di svolgere ulteriori indagini sui materiali presenti sui cellulari degli indagati, la Procura di Frosinone ha deciso di archiviare la violenza efferata ai danni di una capretta che si era avvicinata ai suoi aguzzini, trovando la morte. Fin dall’accadimento, nell’agosto del 2023, ci siamo battuti legalmente per ottenere giustizia, per la capretta di Anagni e per tutti gli animali vittime di violenze e maltrattamenti”.
"Massacrata a calci tra risate e insulti"
“Siamo indignati per questa decisione della Procura della Repubblica di Frosinone che, archiviando questo procedimento, di fatto tollera condotte di maltrattamento che hanno portato addirittura alla morte di un individuo senziente. Un gravissimo precedente che condanniamo fermamente - Il gesto compiuto dagli indagati, che hanno preso a calci la capretta fino ad ucciderla tra risate e insulti, non solo è una violenza vile e codarda contro un individuo più fragile che non ha potuto difendersi, ma è un gesto punito dal nostro Codice penale, che invece in questo caso rimarrà impunito. LAV ringrazia l’avvocato Annarita D’Errico per l’assistenza legale sul caso”.








