Due cani sono stati trovati seviziati e impiccati, nel parco di Molentargius, nella zona delle saline di Cagliari. L'uomo che ha commesso questa atrocità è stato immortalato dalle video-trappole installate dal Corpo forestale dello Stato.
Un atto che la sede locale di LAV Cagliari ha subito segnalato e cominciato a seguire nel dettaglio. Le telecamere erano state posizionate in quel luogo per riprendere eventuali persone che vi si recavano per scaricare rifiuti, ma quello che è emerso è stato uno spettacolo atroce: il primo cane legato per il collo e scaraventato da una parte all’altra, per poi essere colpito con un grosso sasso quando era ancora agonizzante; il secondo impiccato a una trave e lasciato lì.

La posizione della Lav
LAV non può accettare che un gesto simile resti impunito e per questo motivo comunica la volontà di costituirsi parte civile avviando così una procedura legale a carico di quest’uomo, individuato e già denunciato. Dalle prime informazioni pervenute secondo quanto riscontrato dagli investigatori, nella zona sarebbero stati trovati anche altri cani morti.
“La morte di nessun animale può essere dimenticata. È nostro dovere dare voce a chi non può difendersi e pretendere giustizia. Seguiremo da vicino la vicenda in attesa di reperire altre informazioni utili” - dichiara Sara Leone, Area Animali Familiari LAV - “Di fronte a maltrattamenti e uccisioni sono necessarie pene effettive che possano davvero rendere giustizia agli animali che le subiscono”.
I precedenti
Nella stessa terra sarda, precisamente a Dolianova, in provincia di Sassari, circa un anno fa era stato trovato morto il gatto Tigro, al quale era stato dato fuoco e che non riuscì a sopravvivere nonostante il tentativo di soccorso e cura. Dopo qualche giorno, un cane impiccato ed altri tre morti vittime di sevizie rinvenuti nelle campagne circostanti.
“Come dimenticare il gatto ucciso a bastonate in piazza a Sedini SS, il gattino lanciato dal ponte a Lanusei e l'elenco potrebbe tristemente continuare” - afferma Roberto Corona, referente LAV Sardegna - “Purtroppo ci ritroviamo spesso a scriverlo, è necessario fare una riflessione collettiva e chiedere con forza un cambio di rotta nella prevenzione e contrasto del fenomeno da parte delle istituzioni locali e regionali sarde. È necessario che le persone segnalino sempre questi atti di crudeltà”.








