La legge varata dalla Spagna nel 2023 era la più avanzata d'Europa perché aveva definito gli animali domestici non più come proprietà ma come membri della famiglia. A quasi tre anni dalla sua approvazione l'impianto legislativo è nel caos totale.
Il Governo sotto pressione: mancano i dati di verfica degli effetti
Una raffica di interrogazioni parlamentari mette sotto pressione il Governo spagnolo sull’attuazione della Legge 7/2023 sul benessere animale. Il Gruppo Parlamentario Popular chiede conto di tutto ciò che, a oltre due anni dall’entrata in vigore, ancora manca: l’Elenco Positivo delle specie detenibili, i decreti reali attuativi non pubblicati, le motivazioni dei ritardi, le statistiche ufficiali sulla protezione animale, i dati su infrazioni e sanzioni, le attività del Consiglio di Stato per la protezione degli animali, le segnalazioni e i sequestri relativi alle specie soggette a divieto transitorio, il numero di misure amministrative adottate e l’andamento di abbandoni e adozioni. Un elenco che, nel suo insieme, denuncia l’assenza di risultati verificabili e di strumenti operativi pienamente funzionanti.
Cosa prevedeva la legge 7 del 2023

La legge oggetto delle interrogazioni, la 7/2023, rappresentava la prima cornice statale uniforme per animali da compagnia e alcune specie in cattività. Il testo introduceva obblighi significativi: formazione obbligatoria per i proprietari di cani, assicurazione di responsabilità civile, limiti alla permanenza in solitudine degli animali, divieto di vendita in vetrina nei negozi non specializzati, restrizioni al commercio online, requisiti strutturali e gestionali per allevatori e commercianti, oltre a un sistema sanzionatorio nazionale articolato in infrazioni lievi, gravi e molto gravi.
Un impianto moderno e ambizioso
La riforma si innestava sulla Legge 17/2021, che ha riconosciuto gli animali come “esseri senzienti” nel Codice civile, introducendo nuove regole anche per separazioni, pignoramenti e custodia. Ma, nonostante l’impianto ambizioso, il Governo non ha ancora diffuso dati ufficiali che permettano di valutare l’efficacia della normativa. Ed è proprio questo vuoto informativo a trasformarsi oggi in un caso politico.
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