Presso il Tribunale di Catanzaro, una nuova udienza del procedimento relativo alle gravi irregolarità denunciate negli stabulari dell’Università Magna Graecia di Catanzaro per maltrattamento e uccisione di animali, associazione a delinquere e dichiarazione di informazioni false da parte di pubblici ufficiali con serie violazioni della norma sia nella gestione degli animali, sottoposti a pratiche ancora più crudeli (che si aggiungono a quelle previste dall’esperimento stesso) che per uccisioni eseguite persino senza antidolorifici né autorizzazioni.
A renderlo noto è la Lav che ha spiegato: "L’udienza ha visto le repliche delle parti e la decisione del Giudice dell’Udienza Preliminare (GUP) in merito alla richiesta di rinvio a giudizio per gli imputati che hanno scelto il rito ordinario."

“L’udienza di oggi rappresenta un passaggio cruciale”, ha dichiarato Michela Kuan biologa e responsabile scientifica dell’area ricerca senza animali di LAV, “questo, infatti, è il punto di partenza affinché le responsabilità emerse possano essere vagliate in un processo pubblico e approfondito. Chiediamo che venga fatta piena luce sui fatti e che almeno il sistema di controlli e autorizzazioni venga profondamente e seriamente rivoluzionato perché venga garantito quantomeno quello che è previsto per legge”.
Per il rito ordinario, disposto il rinvio a giudizio
All’esito della discussione, il GUP ha disposto il rinvio a giudizio per la quasi totalità degli imputati che avevano richiesto rito ordinario e accusati dei reati di associazione per delinquere, maltrattamento e uccisione non necessitata di animali. Tra questi figurano esponenti di primo piano della ricerca scientifica italiana, ovvero titolari di incarichi accademici e di ruoli di garanzia a tutela del benessere animale e apicali presso Aziende Sanitarie Locali. Tutti dovranno ora affrontare il processo, al termine del quale sarà pronunciata sentenza; la prima udienza è fissata per il 12 maggio 2026. È stata inoltre confermata l’udienza per la discussione dei riti abbreviati, prevista per il prossimo 16 marzo 2026.
La Lav parte civile
LAV, costituita parte civile e presente in aula, "ribadisce la necessità che venga accertata ogni responsabilità in relazione ai reati contestati. Il procedimento ha infatti già portato alla luce un quadro estremamente allarmante: pratiche su animali incompatibili con la normativa vigente, omissioni nei controlli, violazioni dei protocolli autorizzativi e soppressioni di animali in assenza delle necessarie garanzie e misure analgesiche. Circostanze che, oltre a configurare possibili responsabilità penali, sollevano interrogativi profondi, che LAV porta avanti fin dalla sua fondazione, sul piano etico e sull’affidabilità scientifica delle ricerche condotte".








