Gli esseri umani sono in grado di riconoscere e imitare spontaneamente le espressioni emotive dei primati non umani, mostrando una risposta empatica che potrebbe riflettere radici evolutive condivise tra le specie. E' quanto emerge da uno studio pubblicato su PLOS One guidato da Ursula Hess della Humboldt Universitat di Berlino insieme a un team internazionale di ricercatori.
Il metodo di ricerca
La ricerca ha coinvolto 212 partecipanti che hanno osservato brevi video di scimmie e grandi scimmie antropomorfe mentre mostravano diverse espressioni facciali: giocose, minacciose o neutre. Durante la visione, le espressioni facciali dei partecipanti sono state registrate tramite webcam e analizzate con un software open source in grado di tracciare l'attività muscolare del volto. I risultati mostrano che le persone non solo riconoscono correttamente le espressioni positive e negative dei primati non umani, ma tendono anche a riprodurle spontaneamente. L'intensità di questa mimica emotiva dipendeva sia da come i partecipanti interpretavano l'espressione osservata sia dal grado di vicinanza psicologica percepito verso l'animale.

In particolare, i partecipanti hanno riferito di provare maggiore simpatia e senso di vicinanza nei confronti dei primati che mostravano espressioni positive, e in questi casi la mimica facciale risultava più marcata. Secondo gli autori, questo comportamento suggerisce che la capacità umana di rispecchiare e comprendere le emozioni non si limita alle interazioni tra esseri umani ma potrebbe estendersi anche ad altre specie. Lo studio si inserisce nel filone di ricerca sull'imitazione emotiva, un fenomeno diffuso in molte specie animali e considerato uno dei meccanismi alla base dell'empatia.
L'empatia passa per la felicità
I primati schioccano le labbra come gli uomini
Studi precedenti avevano già dimostrato che i primati non umani, in particolare i giovani, possono imitare gesti facciali umani come la protrusione della lingua o lo schiocco delle labbra, e che esseri umani e scimpanzé sono capaci di imitarsi reciprocamente in modo volontario. Tuttavia, non era ancora chiaro se gli esseri umani imitassero spontaneamente le espressioni emotive dei primati non umani. I nuovi risultati suggeriscono che questa capacita' potrebbe essere profondamente radicata nell'evoluzione e rappresentare una forma di connessione emotiva interspecifica.
"La ricerca indica che gli esseri umani sono in grado di percepire e sintonizzarsi con gli stati emotivi degli animali non umani", osservano gli autori. "Questa scoperta mette in discussione paradigmi antropocentrici consolidati e invita a ripensare la relazione tra esseri umani e altri animali".








