Negli ultimi anni, in Italia, è cresciuto l’interesse verso rettili e anfibi come animali da compagnia. Queste specie, considerate pet non convenzionali, rappresentano una scelta sempre più consapevole per chi desidera un rapporto diverso con la natura: più silenzioso, osservativo e scientifico.
Secondo le stime più recenti, nel nostro Paese vivono oltre 60 milioni di animali da compagnia, di cui circa 1,4 milioni sono rettili. Il numero degli anfibi non è censito con precisione, ma è in aumento, grazie alla diffusione di un allevamento più informato e responsabile.
Cosa sono i rettili
I rettili appartengono alla classe Reptilia, un gruppo di vertebrati terrestri che abita la Terra da oltre 300 milioni di anni. Sono animali ectotermi, il cui metabolismo dipende dalle temperature esterne, e possiedono una pelle protettiva ricoperta di squame o scuti.
A livello riproduttivo, la maggior parte dei rettili è ovipara, cioè depone uova. Tuttavia, alcune specie hanno sviluppato modalità riproduttive differenti. In alcune specie di rettili, come serpenti o sauri le uova si sviluppano e si schiudono all’interno della madre, partorendo così piccoli già formati. È il caso ad esempio del Boa o della Tiliqua.
In rarissimi casi, alcune specie di sauri, come del genere Leiolepis, possono riprodursi senza la presenza del maschio, attraverso partenogenesi naturale. È un fenomeno eccezionale e poco frequente (circa 1%), ma affascinante dal punto di vista evolutivo: la riproduzione avviene attraverso cloni genetici della madre.
Le tre grandi categorie di rettili

Sebbene non sia la classificazione zoologica ufficiale, nell’allevamento di Pet non convenzionali, i rettili vengono suddivisi in tre gruppi: Ofidi, Sauri e Cheloni.
Ofidi (Serpenti) Corpo allungato e privo di arti, grande adattabilità e comportamento silenzioso. Tra i più comuni in cattività ci sono il serpente del grano (Pantherophis guttatus), il pitone reale (Python regius) e il Boa constrictor.
Sauri (Lucertole, Gecchi, Iguane, Camaleonti) – Gruppo estremamente vario. Il geco leopardino (Eublepharis macularius) e il drago barbuto (Pogona vitticeps) sono tra i più allevati, ma sono molto allevati anche scinchi, camaleonti, gechi crestati, ecc…
Cheloni (Testuggini e Tartarughe) – Rettili dotati di carapace protettivo. Comprendono specie terrestri e palustri, molte delle quali detenibili solo in condizioni ambientali controllate e nel rispetto della normativa vigente.
Cosa sono gli anfibi
Gli anfibi, appartenenti alla classe Amphibia, rappresentano una delle fasi evolutive più affascinanti dei vertebrati. Vivono una doppia vita: una fase acquatica, larvale, e una fase terrestre da adulti. Sono animali molto sensibili alle condizioni ambientali e agiscono come bioindicatori, poiché la loro pelle permeabile assorbe sostanze presenti nell’ambiente.
I due gruppi principali
Anuri (Rane e Rospi) – Privi di coda in età adulta, sono ottimi saltatori e spesso coloratissimi. Alcune specie molto apprezzate in cattività sono la rana Pacman (Ceratophrys cranwelli) o le famosissime rane freccia (Dendrobates), inconfondibili per i loro colori brillanti.
Urodeli (Tritoni e Salamandre) – Con corpo allungato e coda permanente, vivono in ambienti umidi o acquatici. L’Axolotl (Ambystoma mexicanum) è uno degli anfibi più conosciuti e studiati, grazie alla sua capacità di rigenerare tessuti e organi.
Perché rettili e anfibi

Le persone che scelgono rettili o anfibi come animali da compagnia per diverse ragioni: Interesse scientifico e naturalistico – Permettono di osservare da vicino l’evoluzione e l’adattamento animale.
Tranquillità e silenzio: sono ideali per chi vive in spazi ridotti o desidera animali discreti. Bellezza e unicità – Forme, colori e comportamenti rendono ogni specie un piccolo capolavoro naturale. Educazione e consapevolezza – Il loro allevamento stimola conoscenza, attenzione e senso di responsabilità.
Conoscenza e rispetto
Scegliere un rettile o un anfibio significa scegliere la conoscenza. Non sono animali decorativi, ma esseri viventi che richiedono cure specifiche, ambienti controllati e rispetto assoluto per le loro esigenze etologiche. Ogni allevatore consapevole è prima di tutto un osservatore e un custode di biodiversità.





