LifeAnimal
L'unico magazine "bestiale"
Direttore:

* ULTIME NEWS * World Dog Show 2026: Bologna, in scena la grande bellezza dei cani - Dà fuoco a gatto e lo cucina. A Sarzana fermato un nigeriano -  Gatto nero cercasi, Casting per la serie tv Delitti del BarLume - I cavalli parlano: ecco come distinguere il loro nitrito - 

Si legge in 4 minuti

Mare, piscina o lago: dall'approccio ai tuffi. Cani in acqua, la gioia

Il primo approccio all’acqua è un momento cruciale, capace di influenzare profondamente il rapporto che il cane avrà con questo elemento per tutta la vita
Autore:
Amodio Sarcinella
aggiornato il
17/03/2026

Per molti cani l’acqua è sinonimo di gioco, libertà e benessere. Correre tra gli spruzzi, inseguire un oggetto galleggiante o nuotare accanto al proprio umano può trasformarsi in una delle esperienze più piacevoli e rilassanti dell’estate. Tuttavia, non tutti i cani sono “amanti dell’acqua” per natura: alcuni entrano senza esitazioni, altri manifestano diffidenza, paura o totale disinteresse.

Il primo approccio all’acqua è quindi un momento cruciale, capace di influenzare profondamente il rapporto che il cane avrà con questo elemento per tutta la vita.

Un incontro da vivere con rispetto, gradualità e divertimento

Ogni cane possiede una propria personalità, sensibilità ed esperienza. Alcuni sono curiosi e audaci, altri più osservatori e prudenti. Per questo motivo non bisogna mai forzare l’ingresso in acqua: il primo contatto deve avvenire con calma, lasciando al cane la libertà di scegliere tempi e modalità.

Il gioco rappresenta lo strumento più efficace per rendere l’esperienza piacevole: inizia a terra e può concludersi con un allegro splash. Il cane dovrebbe poter esplorare liberamente la riva, annusare, bagnarsi le zampe e avvicinarsi all’acqua in modo spontaneo, senza essere sollevato o trascinato. Le parole chiave sono gioco condiviso, divertimento e fiducia reciproca.
Un umano sereno e presente favorisce una risposta positiva; al contrario, fretta o tensione possono rendere più difficile stabilire un’associazione piacevole con l’acqua.

Dove iniziare? Lago, mare o piscina?

Ogni ambiente presenta caratteristiche specifiche, con vantaggi e limiti da valutare in base al cane e alla situazione.Il lago è spesso considerato l’ambiente ideale per le prime esperienze acquatiche. Le acque sono generalmente tranquille e il fondale degrada dolcemente, consentendo al cane di immergersi un passo alla volta. Quando si parla di “acque calme”, si un movimento della massa d’acqua, senza l’azione delle onde. Questo elemento aiuta il cane a percepire l’ambiente come più stabile e rassicurante. Pur offrendo un contesto favorevole, è importante verificare che l’acqua del lago sia pulita, non troppo fredda e priva di alghe o fondali fangosi che potrebbero intimorire il cane. Nei laghi montani, ad esempio, la temperatura può essere molto bassa; in estate, invece, alcune zone stagnanti possono risultare poco igieniche. Anche se si tratta di acqua dolce, è consigliabile sempre risciacquare bene il cane e asciugarlo accuratamente dopo il bagno.

Al mare per scoprire l'effetto delle onde

Il mare offre ottima galleggiabilità e un’infinita varietà di stimoli sensoriali, ma presenta anche qualche difficoltà in più per un cane inesperto. Le onde, i riflessi della luce, i rumori e il continuo moto ondoso possono spaventare. Per il primo approccio è fondamentale scegliere giornate con mare molto calmo, preferibilmente in baie o insenature dove le onde sono quasi assenti. Dopo il bagno è sempre opportuno risciacquare il cane con acqua dolce per prevenire irritazioni dovute al sale e alla sabbia. Per i cani già abituati, il mare è un ambiente ricchissimo di stimoli e libertà, ideale per attività di gioco condiviso.

Riabilitazione e fitness: la piscina non è più una moda

Le piscine per cani, oggi presenti in molti centri cinofili e strutture di fisioterapia veterinaria, rappresentano una soluzione pratica e controllata per un primo incontro con l’acqua. L’acqua è pulita, alla giusta temperatura, e l’ingresso è agevolato da rampe antiscivolo.

Queste rampe pur facilitando la discesa in acqua possono rappresentare un ostacolo per un cane timoroso. La maggior parte sono inclinate creando spesso perplessità per un cane che deve passare dalla camminata al nuoto. Il petto già in acqua che inizia a galleggiare e le zampe ancora “ancorate” sulla terra ferma possono creare un freno che il cane può superare o con il salto o semplicemente continuando a nuotare. Proprio per questo è fondamentale non forzare mai l’ingresso e, se possibile, affidarsi ai consigli di un istruttore qualificato in grado di guidare il cane in questa nuova esperienza. L’ambiente della piscina è particolarmente indicato anche per: cani in riabilitazione motoria, fitness, soggetti con poca fiducia, cani molto piccoli o anziani, cani che hanno bisogno di imparare il movimento natatorio in sicurezza.

Il manuale del “padrone” di un cane nuotatore

Procedere per gradi: prima le zampe, poi il torace, infine la nuotata spontanea. Usare giochi galleggianti dedicati esclusivamente all’acqua. È utile introdurre il gioco nei giorni precedenti, farci qualche breve sessione di riporto e poi riporlo: verrà usato solo “nel grande giorno”, aumentandone il valore motivazionale. Mai spingere o forzare il cane: una paura nata così è difficile da rimuovere. Utilizzare una pettorina galleggiante nelle prime esperienze.

Il cane, per la prima volta, deve imparare a nuotare e non può contare sull’utilizzo delle zampe come a terra, il movimento è completamente diverso in assenza di peso; la pettorina offre più sicurezza al galleggiamento e per gli umani più timorosi non c’è bisogno di sostenere il cane o toccarlo, spingerlo o tirarlo: questo comprometterebbe inevitabilmente la sua esperienza di crescita consapevole. In questa fase è molto importante osservare, capire, riprovare, premiare con il gioco d’acqua precedentemente preparato o con dei semplici premietti e carezze, alternare gli ingressi in acqua con gioco a terra e così via. In altre parole, la gratificazione reciproca è un ottimo elemento che favorisce un’esperienza positiva a condizione di non aspettarsi che il cane risponda subito ai richiami, perché l’esperienza sensoriale è completamente nuova. Quindi, prestare attenzione alla temperatura dell’acqua, aciugare accuratamente il cane, in particolare orecchie, anche e gomiti.

Benefici fisici e psicologici

Il nuoto è uno degli esercizi più completi e salutari per il cane perché migliora la resistenza cardiovascolare, potenzia la muscolatura, non sovraccarica le articolazioni, favorisce la mobilità in caso di recupero post-operatorio o artrosi. Dal punto di vista psicologico, l’acqua favorisce rilassamento, riduce lo stress e rafforza il legame con il proprietario. Affrontare una nuova esperienza con successo aumenta l’autostima del cane e la sua sicurezza emotiva.

Il primo approccio

Il primo approccio all’acqua non va mai preso alla leggera e dovrebbe essere un gioco e non una sfida. Che si tratti di un cucciolo o di un cane adulto, la chiave è sempre la stessa: pazienza, rispetto dei tempi, fiducia reciproca e un contesto sereno. Una prima esperienza ben gestita - al lago, al mare o in piscina - può trasformarsi in un’occasione preziosa di crescita, divertimento e benessere condiviso. Accompagnare il proprio cane alla scoperta dell’acqua significa offrirgli non solo un nuovo stimolo, ma anche un modo per vivere il mondo con più libertà, armonia e salute.

E tu cosa ne pensi? 
Condividilo con i tuoi amici... Passa parola!

LifeAnimal

Il magazine di informazione dedicato al mondo animale. News, approfondimenti e consigli per il benessere dei tuoi amici. Testata giornalistica in attesa di registrazione presso il Tribunale di Tivoli.
Fondato e diretto da
Valentina Renzopaoli
Nota legale:
Contenuti verificati per rispettare diritti d’autore.
Ideato, progettato e realizzato con il ♥ by
Webmaster Roma
Back to Top
pawmagnifiercrossmenu linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram