C'era una volta in Italia la tassa sui cani e sui gatti, abolita nel 1993: ora, a 33 anni di distanza l'imposta sul possesso di un animale da compagnia, torna in auge. A spingere la libido degli esperti di Economia del Mef sono i numeri di una popolazione in costante aumento che potrebbe garantire un flusso di denaro costante e al riparo dalle imposizione di burocrati di Bruxelles che considerano la gestione del popolo di cani e gatti una “competenza locale”.
A spezzare il fronte “no tax” ci ha provato a novembre scorso la Provincia Autonoma di Bolzano con l'assessore Luis Walcher che, ispirato da Germania e Austria ha proposto di far pagare un “bollo di proprietà” di 100 euro all'anno. E per gli ospiti una tassa di soggiorno di 1,50 al giorno. Un balzello per sostenere la pulizia delle strade e la realizzazione e gestione di aree cani. E la sua idea è piaciuta all'economista e allievo di Federico Caffè, Gianfranco Polillo che però è stato costretto alla retromarcia da un diluvio di critiche sui social.

Tasse e superbollo in Germania
A nord di Bolzano, Land che vai, balzello che trovi. Infatti l'orribile tassa è gestita dai Comuni e oscilla tra 60 e 100 euro l'anno nel piccoli e medi che diventano 120-150 a Monaco e Berlino. Gli ordinati tedeschi hanno anche inventato un “superbollo” per chi è proprietario di due o più cani e il super super bollo per le razze considerate pericolose che può arrivare sino a 1000 euro l'anno.
La tassa in Svizzera
Meno a nord della Germania ma al confine con Bolzano c'è l'oasi canina della Svizzera. Come sempre il sistema di riscossione e le tariffe sono decentrate. Ogni proprietario deve iscrivere il cane nel sistema Amicus e pagare una tassa che oscilla tra 100 e 200 Franchi Svizzeri e col cambio al 23 febbraio 2026 la cifra oscilla tra i 109 e i 218 euro.
La Germania fa cassa

I tedeschi i conti li sanno fare bene e così bel 2023 (Fonte: Federal Minister of Finance – Bundesfinanzministerium), hanno incamerato quasi 12 milioni di euro, che sono diventati 12,5 nel 2024 e 13 milioni nel 2025.
L'Austria festeggia i nuovi aumenti
Anche qui i numeri sono da brivido, se consideriamo l'estensione del territorio e la popolazione canina: 8,5 mln nel '23, 8,8mln nel '24 e 9,2 mln nel '25. Se non bastasse gli eredi degli Asburgo sono alle prese con una leghe di riforma che porterà a unificare la tassa a 120 euro l'anno.
Ma almeno l'Austria ha una regola di civiltà che fa apparire la tassa meno ingiusta: da Vienna, dal 2019 chiunque ha un cane da almeno due anni o intende riempire il suo cuore d'affetto, deve seguire un corso di formazione di circa 4 ore per imparare l'Abc dell'etologia, la cura dell'animale, i costi di mantenimento e le leggi locali. Con 40 euro di spesa si ottiene l'esenzione della tassa per il primo anno. E di civiltà in civiltà per le “razze pericolose” c'è un patentino obbligatorio: chi vuole Bull Terrier, Rottweiler, Pitbull e simili, se non ha il patentino e se ha già il cane non supera i test si becca un verbale che parte da 1000 euro e il possibile sequestro del cane.
Il gettito fiscale potenziale per l'Italia
Immaginate di moltiplicare i circa 9 milioni di cani regolari, cioè microchippati (Fonte Assalco-Zoomark 2025) per 120 euro l'anno che porterebbe il gettito a circa 1 mld di euro. Non male come incasso per lo Stato. Solo che, nessun Governo sfiderebbe l'ira del 22% delle famiglie italiane che ha un cane in casa. Avvisati.








