Grilli, vermi o larve per estrarre proteine destinate all'alimentazione umana e degli animali: il sogno di una startup con una factory alta 17 metri e una tecnologia avanzatissima al prezzo di investimenti monstre è in liquidazione giudiziaria: 600 mln di euro che la francese Ÿnsect ha bruciato prima di accorgersi che il mercato la bocciasse.
Il sogno chiamato larve
La storia dell'estrazione di proteine da insetti ad uso alimentare sembrava la svolta per assicurare una popolazione mondiale in costante e continua crescita e si è invece rivelata un flop fallimentare. Come scrive Gianluca Riccio direttore di futuroprossimo.it, “Ÿnsect non è sola.


L'elenco dei fallimenti
Il 2025 è stato l’anno del massacro per le proteine da insetti. Enorm Biofactory (Danimarca), Aspire Food Group (Canada), Inseco (Sudafrica): tutte chiuse. Innovafeed, competitor diretto di Ÿnsect, ha sospeso per 18 mesi il suo stabilimento USA. Il settore sta vivendo una vera crisi di scala. Antoine Hubert, ex-CEO di Ÿnsect, ha fondato Start Industrie, associazione per sostenere startup industriali francesi. Un riconoscimento implicito: servono politiche migliori, non solo visioni. Intanto, quei miliardi di larve che dovevano sfamare il pianeta? Sono fermi ad Amiens, in attesa di acquirenti”.
La soia costa meno
Perché il fallimento? Semplice, le proteine da insetti costano il 20-30% in più della soia. Così prima di fallire le superfabbriche del futuro nel 2023 hanno provato la strada del pet food, sbagliando l'ennesima strategia.








