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Corsi di formazione obbligatoria scandalo: ecco chi specula

Il DM 6 settembre 2023 ha imposto un obbligo di legge che coinvolge tutti gli attori: dai toelettatori ai dog sitter. I prezzi per 8 ore di corso
Autore:
Fabio Carosi
aggiornato il
11/02/2026

Allevatori, trasportatori di animali, gestori di pensioni, pet sitter e toelettatori: leggete con attenzioni cosa recita il Regolamento europeo 2016/429 che ha riconosciuto che chi lavora con animali registrati in BDN (Banca Dati Nazionale), non è un appassionato, ma un ingranaggio della biosicurezza nazionale. E così è scattato l'obbligo formativo.

Da dovere pubblico a speculazione senza freni

Lo Stato infatti, con il DM 6 settembre 2023 ha imposto non un aggiornamento facoltativo, ma un obbligo di legge che coinvolge tutti gli attori. Gli Enti formatori sono corsi ad accreditarsi sulla piattaforma nazionale formazione operatori, trasportatori, professionisti degli animali e l’offerta formativa obbligatoria è diventata da dovere pubblico a un’occasione di mercato.

Con la proroga le offerte si moltiplicano

Poi è arrivata la proroga, che ha spostato la scadenza dal 31 dicembre 2025 al 31 dicembre 2026. Lo Stato pretende la formazione, ma non controlla quanto costa. E infatti il mercato ha fatto ciò che il mercato fa quando lo Stato dorme.

L'offerta formativa arriva anche a 300 euro a corso

Gli enti del mondo agricolo Coldiretti, Confagricoltura, CIA e i loro bracci formativi, hanno immediatamente fiutato l’affare e hanno organizzato corsi da 80 a 150 euro nelle sedi Coldiretti; “percorsi Confagricoltura” che oscillano tra 100 e 180 euro e le “proposte CIA” che in alcune regioni superano i 150 euro.
Infine, gli Enti regionali accreditati le cui lezioni che arrivano a 200 euro. Meglio hanno fatto i provider privati del settore veterinario che spingono fino a 250–300 euro. Tutto questo per 8 ore di formazione, obbligatorie per il settore degli animali da compagnia. E mentre gli operatori pagano, lo Stato tace; ha scritto la norma e poi si è ritirato; ha imposto un obbligo senza garantire che fosse sostenibile, ha riconosciuto questi lavoratori come sentinelle sanitarie, ma li ha lasciati soli davanti a un mercato libero di speculare sulla legge.

I Veterinari Anmvi hanno scelto: 8 ore di corso a 15 euro

In questo deserto istituzionale, la scelta di Pet Academy, patrocinata da ANMVI (l'associazione nazione dei Medici Veterinari), è diventata un atto politico, con i corsi obbligatori al costo di 15 euro. Ora, 15 euro contro una media di 120-130 euro, è un prezzo che parla da solo. A proposito: chi non partecipa ai corsi obbligatori non potrà esercitare l'attività. Insomma, è fuorilegge.

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