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“Animali non sono lusso”: crociata contro Iva, cibo e farmaci

La LAV avvia una raccolta di firme per allineare l'Iva sui Pet al resto d'Europa. Quando e dove firmare il 21 e 22 marzo. E sulla spesa sanitaria...
Autore:
Fabio Carosi
aggiornato il
18/03/2026

“Un cane o un gatto non sono un privilegio” ma la fiscalità sul cibo, i farmaci punisce soprattutto anziani e famiglie meno abbienti. Dopo tante grida, è la Lav ad aprire la battaglia contro la speculazione che mette insieme industrie farmaceutiche e Stato, le prime nel rifiutarsi di negoziare un calmiere per i prodotti e lo Stato che non concede alcuna detrazione per il costo delle prestazioni veterinarie.

Chi ama gli animali, chi percepisce l'effetto che hanno sulla salute umana, e tutti coloro che hanno un animale d'affezione, sabato 20 e domenica 21 marzo, possono andare nei punti informativi Lav dislocati in tante città italiane e firmare la petizione. Per meglio comprendere i benefici che la razza umana riceve dagli animali d'affezione, la Lav ha reso noto lo studio, “La convivenza con cani e gatti: il valore sociale ed economico”, realizzato da REF Ricerche, che analizza l’impatto sociale, sanitario ed economico della presenza di animali familiari nelle case italiane.

I "Numeri bestiali"

In Italia la convivenza con cani e gatti è ormai una realtà diffusa: circa il 40% delle famiglie vive con almeno un animale familiare, e la relazione con questi animali rappresenta sempre più un legame affettivo profondo con effetti positivi documentati sul benessere psicologico e sulla salute delle persone. Vivere con un animale può contribuire, ad esempio, a ridurre del 15% il ricorso alle visite mediche negli anziani, con un risparmio stimato per il Servizio Sanitario Nazionale di circa 4 miliardi di euro l’anno (Assalco Zoomark, 2025).

Perché un animale in casa non può costare come un gioiello

La convivenza con cani e gatti non può essere considerata un privilegio per chi se lo può permettere - dichiara Alessandra Ferrari, Responsabile Area Animali Familiari LAV - oggi le famiglie sono penalizzate da una fiscalità ingiusta che tratta cibo e cure veterinarie come beni di lusso. Chiediamo un fisco più equo e politiche strutturali di veterinaria sociale che garantiscano il diritto alla cura per tutti gli animali, indipendentemente dalle condizioni economiche delle persone con cui vivono. Garantire cure accessibili significa anche prevenire abbandoni, ridurre i costi sociali legati al randagismo e rafforzare un modello di convivenza fondato su rispetto, responsabilità e benessere condiviso, in linea con l’approccio One Health, che riconosce il legame tra salute animale, salute umana e salute dell’ambiente. È una scelta di giustizia sociale e di responsabilità collettiva”.

Il business del Pet

In Italia la spesa per beni e servizi legati alla cura di cani e gatti si avvicina ai 7 miliardi di euro l’anno, con un costo medio di oltre 600 euro annui per animale considerando alimentazione e cure sanitarie. In questo contesto, il peso economico della cura degli animali sta producendo effetti concreti: il 23% delle persone rinuncia ad accogliere un nuovo animale per timore dei costi e il 10% ha dovuto separarsi dal proprio cane o gatto per ragioni economiche (Eurispes – Rapporto Italia 2025). Dal punto di vista economico, la pet economy in Italia rappresenta un settore rilevante: contribuisce per circa lo 0,4% al PIL nazionale e sostiene circa 96.000 posti di lavoro. Lo studio analizza inoltre uno scenario di riforma fiscale basato sull’allineamento dell’IVA sul cibo per animali a quella applicata all’alimentazione umana (4%) e sull’azzeramento dell’IVA sulle prestazioni veterinarie, come per le cure mediche rivolte alle persone.

Come compensare la riduzione fiscale

Secondo le stime elaborate, una misura di questo tipo comporterebbe un costo per la finanza pubblica pari a circa 577 milioni di euro, che potrebbe essere interamente compensato attraverso una riduzione di una quota dei Sussidi Ambientalmente Dannosi (SAD), rendendo l’intervento sostanzialmente neutrale per il bilancio pubblico.

 

Un sistema fiscale più equo favorirebbe inoltre la prevenzione degli abbandoni e del randagismo, riducendo anche i costi sostenuti dagli enti pubblici per la gestione dei canili.

I partiti e le promesse elettorali

Forze politiche di maggioranza e opposizione hanno incluso nei programmi elettorali delle elezioni politiche del 2022 misure volte a facilitare la convivenza con gli animali familiari, anche attraverso la riduzione dell’IVA su cibo e prestazioni veterinarie. In Europa, undici Paesi applicano già un’IVA agevolata sugli alimenti per cani e gatti e, in Italia, sono state presentate proposte di legge bipartisan per la riduzione dell’IVA anche sulle spese veterinarie, così come per garantire cure veterinarie gratuite a cani e gatti che vivono con persone socialmente fragili, a conferma del consenso trasversale. È quindi urgente avviare l’iter parlamentare di queste proposte di legge e giungere a una rapida approvazione. La politica ha il dovere di assicurare a tutte le famiglie cure adeguate per i propri animali, promuovendo equità, inclusione e giustizia sociale” - ha dichiarato Ilaria Innocenti Responsabile Ufficio rapporti istituzionali LAV.

 

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