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Il Senato autorizza la caccia al lupo. Ora è definitivo il declassamento

Con l’approvazione della legge di delegazione, il Governo è ora delegato ad adottare uno o più decreti legislativi per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni europee
Autore:
Valentina Renzopaoli
aggiornato il
11/03/2026

L’aula del Senato, nell’ambito della legge di Delegazione europea, ha votato all’articolo 7 il declassamento del lupo. La riduzione del suo grado di tutela, da “rigorosamente protetto” a “protetto”.

Con 78 voti favorevoli, 2 contrari e 57 astenuti, è stata approvata in via definitiva una norma con la quale il Governo viene delegato dal Parlamento a recepire e attuare gli atti normativi dell’Unione Europea. Fra questi, all’articolo 7, vi è la delega per il recepimento della negativa riduzione del grado di protezione dei lupi all’interno dell’apparato normativo nazionale, in virtù della quale il Governo utilizzerà un decreto legislativo per modificare la Legge nazionale sulla tutela degli animali selvatici – L.157/92 – rimuovendo i lupi dalla lista delle specie “particolarmente protette”. Nel corso dell’esame in Aula sono stati respinti gli emendamenti soppressivi dell’articolo 7, posti in votazione per alzata di mano, e la disposizione è stata quindi approvata dal Senato. Il Governo avrà così via libera per fare subito il Decreto attuativo della Legge delega.

Lav: “Ci aspettiamo la guerra delle Regioni”

“Con l’approvazione della Legge delega e il successivo Decreto attuativo, saranno quindi abbattute le ultime barriere che impedivano di aprire la caccia al lupo, ci aspettiamo quindi che a breve le Regioni scateneranno una vera e propria guerra contro i lupi con il sostegno di cacciatori e allevatori – commenta Massimo Vitturi, responsabile Area Animali Selvatici di LAV– uccidendone 160, per il solo 2026, come da indicazioni di ISPRA”.

Il caso Toscana

Tuttavia, ad alcune Regioni quel tributo di sangue non è sufficiente e quindi ancor prima di avviare la stagione di caccia ai lupi, stanno già provando a mettere in dubbio le cifre fornite da ISPRA, il massimo istituto nazionale per la tutela dell’ambiente. Succede per esempio in Toscana dove evidentemente la Giunta Giani ritiene che uccidere 22 lupi – il numero più alto fra tutte le regioni – non sia sufficiente. Motivo per cui ha deciso di finanziare cacciatori e allevatori di Federcaccia e Coldiretti, con 270.000 euro di fondi pubblici, per eseguire il monitoraggio della popolazione regionale di lupi, con il conclamato intento di utilizzare poi quelle informazioni per redigere il piano regionale di gestione del lupo.

“Consegnati nelle mani dei cacciatori”

“Dopo l’approvazione della Legge di delegazione europea si scatenerà quindi una vera e propria caccia al lupo su tutto il territorio nazionale al solo scopo di dare risposta alle pressioni di allevatori e cacciatori, ci opporremo in tutte le sedi ai piani regionali di attuazione della condanna a morte dei lupi – conclude la LAV – non possiamo tollerare che i biechi interessi elettorali della politica continuino a utilizzare i lupi come merce di scambio infischiandosene delle indicazioni scientifiche che hanno già ampiamente dimostrato che la caccia al lupo non solo non diminuisce le predazioni ma può addirittura aumentarle”.

Enpa: “Retromarcia nella tutela”

“Questa giornata rappresenta un’ulteriore retromarcia nella politica di conservazione del patrimonio di fauna selvatica”, dichiara Annamaria Procacci, responsabile fauna selvatica dell’Enpa. “Si colpisce la specie più preziosa, quella che esercita un ruolo fondamentale di bioregolatore degli equilibri ambientali, il primo predatore degli ungulati. Tutto questo sembra non contare. Si sta tornando indietro a grandi passi, cercando di cancellare parti importanti di quella legge, la 157, nata 34 anni fa e che segnò una svolta nella politica di tutela della fauna selvatica, indicando all’articolo 2 proprio il lupo come specie particolarmente protetta”.

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