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L'orso M90 "giustiziato". Lo scenario dei consulenti forensi

La ricostruzione: l'animale colpito da due proiettili che gli hanno devastato gli organi interni: è deceduto per emorragia interna, dissanguandosi nel bosco
Autore:
Fabio Carosi
aggiornato il
11/03/2026

Svolta giudiziaria nel caso dell’orso M90: il Presidente della Provincia Autonoma di Trento deve rispondere di reati gravissimi e nello specifico: uccisione e maltrattamento di animali, aggravati dalla crudeltà (artt. 544-bis e 544-ter c.p.). Il Tribunale di Trento ha formalmente ammesso la LEAL (Lega Antivivisezionista) e altre sigle animaliste come parti civili nel procedimento penale a carico del presidente Maurizio Fugatti. Di fatto si apre lo scenario di una vera e propria esecuzione senza anestesia, né veterinari del povero orso M90.

L'accusa: omessi i protocolli di sicurezza

Secondo l’impianto accusatorio, Fugatti avrebbe disposto l'abbattimento dell'esemplare omettendo deliberatamente i protocolli di sicurezza e tutela previsti dal PACOBACE. Nonostante M90 fosse monitorato tramite radiocollare e quindi facilmente rintracciabile per una sedazione, non è stata effettuata alcuna narcotizzazione preventiva. Ancor più grave è l'assenza di personale veterinario al momento dell'esecuzione.

I tecnici forensi: "Uccisa con due proiettili che hanno devastato gli organi interni"

I rilievi tecnici, supportati dalle consulenze forensi dei professori Cristina Cattaneo (medico legale e antropologa forense) e Orlando Paciello (veterinario forense), descrivono una scena di particolare brutalità: l'orso è stato “attinto” da due proiettili calibro 30.06, dei tre che sono stati sparati, che gli hanno devastato gli organi interni senza però causare una morte immediata del povero orso. M90 è deceduta per emorragia interna dopo una lunga e atroce agonia, dissanguandosi nel bosco.

Le accuse delle associazioni

Alcune associazioni animaliste costituitesi parte civili, sottolineano come la natura "confidente" dell'orso non fosse una caratteristica innata dell’animale, ma il risultato di una gestione fallimentare del territorio posta in essere dalle autorità competenti. La mancata messa in sicurezza dei rifiuti ed i ricorrenti episodi di foraggiamento hanno spinto M90 verso le aree urbane, rendendo l'abbattimento l'esito di una condotta politica ritenuta gravemente inadeguata sotto il profilo della tutela della fauna selvatica.

Nuova udienza il 18 marzo

Nel corso dell'ultima udienza, la difesa di Fugatti ha avanzato richiesta di giudizio abbreviato. Gli avvocati del Presidente hanno inoltre depositato una memoria difensiva contenente numerosi documenti prodotti in formato digitale e per consentire alle parti civili di esaminare accuratamente il materiale fornito su chiavetta USB, il giudice ha disposto il rinvio del procedimento che è stata fissato per il prossimo 18 marzo.

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