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Sono gattopardi e non gatti. La Cassazione ordina la confisca

Rigettato il ricorso di una donna bresciana che teneva in casa due gattopardi, un maschio e una femmina. "Sono pericolosi per la salute e l'incolumità pubblica"
Autore:
Valentina Renzopaoli
aggiornato il
25/02/2026

Gattorpardi importati dall'Africa e finiti a vivere insieme ai gatti in Franciacorta, in Lombardia, non possono rimanere in casa. La Terza Sezione penale della Corte di Cassazione, con una decisione depositata il 12 febbraio, ha disposto la confisca definitiva dei due felini, due esemplari maschio e femmina di Leptailurus serval ,e il successivo trasferimento in un centro specializzato per fauna selvatica.

La storia

Arrivati in Franciacorta dall’Africa passando dalla Slovenia, abitavano in un appartamento ad Andro. Il caso era emerso nell’estate 2025, quando i Carabinieri Forestali della stazione di Concesio avevano individuato gli animali in una casa, dove vivevano insieme ad altri gatti. Da lì erano scattati controlli e denuncia, con la proprietaria iscritta nel registro degli indagati per detenzione di specie animali esotiche. Il fascicolo è stato poi archiviato per particolare tenuità del fatto, ma il giudice ha comunque disposto la confisca degli animali. Un provvedimento contro cui la donna ha presentato ricorso.

Nel ricorso, la proprietaria ha sostenuto che i due animali selvatoci sarebbero nati e cresciuti in cattività da almeno cinque generazioni, che avrebbero quindi perso le caratteristiche originarie e che non rappresenterebbero un pericolo per la salute o l’incolumità pubblica. Ha inoltre richiamato la presenza di passaporto rilasciato dall’autorità sanitaria slovena e microchip, indicando i due felini come animali da compagnia.

La sentenza

La Suprema Corte ha però respinto l’impugnazione, ribadendo in sentenza che non è consentito detenere animali vivi di specie selvatica anche se nati e allevati in cattività, perché la cattività non elimina la “pericolosità genetica” attribuita alla specie. La confisca resta dunque confermata e verrà eseguita con il trasferimento dei due esemplari in una struttura individuata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Come riporta il Giornale di Brescia questi felini verranno inviati in un centro specializzato per gli animali selvatici che sarà indicato dal Ministero dell'Ambiente.

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