In Parlamento si apre finalmente una breccia nel muro di indifferenza che per decenni ha relegato cavalli, asini e ibridi a un limbo normativo: la Commissione Affari Sociali ha avviato l’esame di tre proposte di legge che puntano a riconoscere gli equidi come animali d’affezione, vietarne la macellazione e riconvertire gli allevamenti, colmando un ritardo che stride con la sensibilità ormai diffusa nel Paese.
Cosa prevedono i provvedimenti
Le iniziative, firmate da Brambilla, Zanella e Cherchi, segnano una svolta culturale prima ancora che legislativa: stop all’allevamento per fini alimentari, obbligo di registrazione presso le ASL, criteri rigorosi per l’affidamento degli animali in esubero e un fondo triennale per sostenere la transizione degli operatori.
Il testo Brambilla: divieto di utilizzare equidi in spettacoli e manifestazioni

La proposta Brambilla introduce inoltre il divieto di utilizzare equidi in spettacoli e manifestazioni che ne compromettano dignità e benessere, l’abolizione del traino ippico e l’istituzione della “patente equina” per chi interagisce professionalmente o in modo continuativo con questi animali, mentre i cavalli selvaggi vengono riconosciuti come patrimonio naturalistico e quelli delle Forze Armate non potranno più essere venduti all’asta.
Le sanzioni
Sanzioni severe, fino alla reclusione, colpiranno chi viola i divieti di macellazione o somministra farmaci in modo illecito. È un passaggio che ridisegna il rapporto tra società e equidi, affermando un principio semplice e rivoluzionario: non sono strumenti, non sono risorse, sono individui senzienti la cui tutela misura il livello di civiltà del Paese.
Michela Brambilla: "Una straordinaria occasione per realizzare un cambiamento culturale"

“Oggi – afferma l’oniorevole Brambilla - gli equidi sono ancora sfruttati in ogni modo e spesso l’ultima meta delle loro corse è il macello. Questa proposta è una straordinaria occasione per realizzare un cambiamento culturale che è già nel cuore della maggioranza degli italiani”.
Quanta carne di cavallo mangiamo: i dati Ipsos
Secondo il rapporto di Ipsos, pubblicato in maggio, nel nostro Paese il consumo di carne equina è ai minimi: solo il 17 per cento dei consumatori di carne afferma di mangiare cavallo almeno una volta al mese. Tra coloro che non la consumano, il 42 per cento spiega la propria scelta con un sentimento di empatia nei confronti di questi animali e il 31 per cento li considera già “da compagnia”.





