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Cat sitter e pensioni: arriva la legge che farà pagare le tasse

È quanto prevede la proposta di legge da Eleonora Evi (Pd) che dovrebbe inserire norme certe, professionalità riconosciute e porre fine all'evasione fiscale
Autore:
Fabio Carosi
aggiornato il
25/03/2026

Un codice Ateco per le professioni feline, ovvero le strutture e le persone fisiche che offrono assistenza ai proprietari di gatti. A supporto, un Ente nazionale di certificazione del settore felino, che possa fissare standard su hotel e pensioni per gatti, cat sitter e consulenti felini. È quanto prevede la proposta di legge presentata ieri alla Camera da Eleonora Evi (Pd) che dovrebbe inserire norme certe, professionalità riconosciute e porre fine all'evasione fiscale del settore. Lo riferisce il quotidiano Italia Oggi in un articolo di Michele Damiani che annuncia la proposta di legge a firma della deputata Pd, Eleonora Evi.

La deputata Evi: "Crescita del settore in assenza di norme"

Elenonora Evi deputata Pd

Presentando la proposta di legge non ancora calendarizzata, l'onorevole Evi ha spiegato: “Potrebbe sembrare un tema marginale ma non lo è per nulla. Oggi milioni di famiglie che condividono la loro vita con un gatto spesso si affidano a professionisti per prendersene cura in loro assenza o quando hanno necessità specifiche. E infatti il settore delle professioni feline, dagli hotel per gatti, ai cat sitter fino ai consulenti felini è in grande crescita. Eppure, tale significativo aumento è avvenuto in assenza di una cornice normativa univoca e coerente, determinando incertezze burocratiche, fiscali e assicurative sia per gli operatori che per gli utenti”.

"Un codice Ateco per strutture e operatori"

“La normativa vigente - spiega ancora la deputata - presenta una frammentazione che, oltre a rendere complesso l'avvio e la gestione delle attività, non garantisce standard minimi omogenei su tutto il territorio nazionale. In particolare, le strutture ricettive per gatti non sono individuate da un codice Ateco specifico, con ricadute negative su autorizzazioni, inquadramento fiscale, accesso alle coperture assicurative e certificazioni di qualità. Questo vuoto normativo produce conseguenze concrete per le oltre 11 milioni di famiglie italiane che possiedono un gatto e che non dispongono di strumenti per orientarsi tra operatori seri e improvvisati”.

E il mondo dei cani resta senza regole

L'unica osservazione è perché i gatti sì e i cani no? Perché se è vero che la popolazione felina è superiore a quella canina, è qui che si annidano servizi senza norme certe, professionisti inventati dalla mattina alla sera e palese evasione fiscale.

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