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World Wildlife Day, SOS piante medicinali: “Non sono illimitate”

Giornata Mondiale della Natura Selvatica (World Wildlife Day), istituita dall’Onu nel 2013 quest'anno è dedicata alle ricchezza delle piante medicinali e aromatiche
Autore:
Valentina Renzopaoli
aggiornato il
03/03/2026

Giornata Mondiale della Natura Selvatica (World Wildlife Day), istituita dall’Onu nel 2013 per celebrare la data in cui, nel 1973, 183 Stati hanno firmato la Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione. L’obiettivo è preservare la biodiversità in tutto il mondo.

Dall'esigenza di controllare il commercio degli animali e delle piante (vivi, morti o parti e prodotti derivati) nasce la CITES, Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora), in quanto lo sfruttamento commerciale è, assieme alla distruzione degli ambienti naturali nei quali vivono, una delle principali cause dell'estinzione e rarefazione in natura di numerose specie.

Il 2026 dedicato alle piante officinali

Il tema del 2026 è incentrato sulle piante medicinali e aromatiche, con lo slogan: “Piante medicinali e aromatiche: preservare la salute, il patrimonio e i mezzi di sussistenza”. L’edizione 2026 intende evidenziare il ruolo fondamentale di queste specie per la salute umana, per i sistemi di medicina tradizionale e per l’economia di molte comunità locali nel mondo. Si stima che tra 50.000 e 70.000 specie vengano raccolte a fini medicinali e aromatici e che una parte significativa della popolazione mondiale, in particolare nei Paesi in via di sviluppo, si affidi alla medicina tradizionale per l’assistenza sanitaria di base. Tuttavia, molte di queste specie sono oggi minacciate da perdita di habitat, sovrasfruttamento e commercio illegale. Il World Wildlife Day 2026 si propone quindi di rafforzare la consapevolezza sull’importanza della gestione sostenibile, della regolamentazione del commercio internazionale attraverso la CITES e del coinvolgimento delle comunità locali e dei giovani, promuovendo conoscenza, ricerca e collaborazione per garantire che queste risorse naturali possano continuare a sostenere salute, cultura ed economia anche per le generazioni future.

“La flora officinale italiana - commenta Stefano Raimondi, responsabile nazionale biodiversità di Legambiente - rappresenta una risorsa biologica ed economica strategica, ma non illimitata. La sua conservazione richiede pianificazione, competenze tecnico-scientifiche e politiche di gestione fondate su evidenze ecologiche e agronomiche e che prevedano la tutela degli habitat, una gestione sostenibile del territorio, la regolamentazione della raccolta delle piante e la valorizzazione di filiere trasparenti, certificate e tracciabili. Solo così sarà possibile garantire nel lungo periodo sia la funzionalità degli ecosistemi sia la disponibilità di biomasse officinali di qualità”.

Arnica, lavanda, genziana: il tesoro dell'Italia

L’Italia è un importante scrigno di piante medicinali e aromatiche (MAPs), alleate preziose per il benessere umano per le loro proprietà curative, aromatiche o profumate. Dall’arnica alla calendula, dalla lavanda alla genziana, dal tarassaco, alla salvia al rosmarino, solo per citarne alcune, queste piante sono infatti utilizzate in erboristeria, farmaceutica, cosmetica e cucina. Oggi però sono sempre più a rischio a causa dell’avanzare della crisi climatica, della perdita e frammentazione degli habitat, della raccolta eccessiva in natura e del commercio illegale.

Il rapporto di Legambiente

A fare un punto, in questa giornata mondiale della natura selvatica, è Legambiente con i dati del suo nuovo report “Natura selvatica a rischio 2026. Piante medicinali e aromatiche: preservare la salute, il patrimonio e i mezzi di sussistenza”

E’ urgente una maggiore loro tutela. In Italia Legambiente chiede di evitare il sovrasfruttamento di queste piante officinali per garantire la resilienza degli ecosistemi, di promuovere in fatto di raccolta un approccio sostenibile uniformando in tutto il territorio nazionale il ricorso a criteri quantitativi e tecniche appropriate, di definire delle linee guida informative e dar avvio a maggiori campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte ai cittadini; di adottare Soluzioni Basate sulla Natura (Nature Based Solution – NBS),che proteggono e ripristinano in modo sostenibile gli ecosistemi come ad esempio il recupero di aree degradate.

A livello generale in termini di tutela della natura selvatica (flora e fauna), Legambiente chiede anche di accelerare il passo nell’istituzione di nuove aree protette a terra e a mare; di migliorare la gestione di quelle già esistenti e la tutela e conservazione delle specie a rischio, di prevedere nei parchi piani nazionali di adattamento al clima; di contenere la proliferazione di specie aliene invasive.

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