Boris è un Bovaro del Bernese dolce, socievole e fedele come tutti i cani. Purtroppo, però, il destino non gli ha riservato il padrone che si sarebbe meritato. L'umano in questione è Davide Pardo, un ispettore di polizia che, a causa del suo lavoro, ha poco tempo da dedicargli; questo, tuttavia, sarebbe il male minore. Il vero problema è che, nei confronti del suo cane, Pardo prova soprattutto stizza e indifferenza; del resto, è questo che accade quando si prende un animale per i motivi sbagliati.
La trama
Tutto è nato dalla brillante idea che, anni prima, il poliziotto aveva avuto di regalare un cucciolo ad una fidanzata recalcitrante, sperando di convincerla a non lasciarlo. Peccato che la signora abbia reagito facendo le valigie ancora più in fretta; così, Davide si era trovato a doversi prendere cura di quel tenero batuffolo di pelo tutto da solo.
Certo, l'umano non è un delinquente. Ha provato a riportare il cucciolo al negozio di animali dove l'aveva acquistato, ma di fronte al rifiuto di riprenderlo non l'ha ignobilmente abbandonato come fanno in tanti e si è rassegnato a tenerlo con sé. Con il tempo, poi, in fondo gli si è tiepidamente affezionato; così, non gli fa mancare le passeggiate di routine, e lo sfama e lo porta dal veterinario se necessario. Ma nulla di più. Come tutti i cani, però, Boris conosce l'arte di arrangiarsi; così, non si cruccia più di tanto per le poche attenzioni che riceve dal suo padrone e si gode la vita come può. Poi, quando meno se lo aspetta, nella vita del Bovaro del Bernese arriva un raggio di sole.

La causa della sua felicità è una signora dai capelli grigi e dallo sguardo sempre serio, che da un po' di tempo ha cominciato a frequentare Pardo. A Boris è bastata un'occhiata per capire che quella donna è speciale, e si è subito mostrato affettuoso e protettivo con lei. E Sara, così si chiama l'umana, lo ripaga con quella tenerezza che, Boris lo ha capito perfettamente, la donna non sarebbe capace di dare a un altro essere umano. Il Bovaro del Bernese ha sentito parlare Sara e il suo padrone; così, è venuto a sapere che i due umani stanno collaborando per cercare di salvare la vita ad una bambina. Boris è consapevole che, per riuscirci, dovranno correre dei gravi rischi; così, si macera per la preoccupazione per Sara, e naturalmente anche per quel villano e ingrato del suo padrone. Ma si fa coraggio, perché sa che la sola speranza di quella bambina è proprio Sara. E pure quel villano e ingrato del suo padrone.
L'ultimo successo in libreria
Sara, le origini è l'ultimo, geniale romanzo di Maurizio De Giovanni, attualmente forse lo scrittore più famoso d'Italia. Il libro fa parte del ciclo dedicato a Sara Moroni, agente dei servizi segreti in pensione, ponendosi idealmente all'inizio della storia. L'opera, infatti, è incentrata sugli eventi che precedono i romanzi della saga e spiega le motivazioni che, in seguito, porteranno la protagonista a prendere determinate decisioni. Inutile dire quanto il libro sia eccellente, grazie alla sua trama ben costruita ed incalzante, alla straordinaria protagonista e nel complesso alla penna eternamente felice di Maurizio De Giovanni.
"No" al cane regalo
Gli amanti degli animali, tuttavia, noteranno anche che il romanzo pone l'attenzione su una problematica drammaticamente attuale: il malcostume diffuso di acquistare un animale per fare un regalo, salvo poi a pentirsene. E quando questo accade, alcuni lo tengono di malavoglia, come ha fatto il personaggio del libro; in altri casi, finisce molto peggio. Nell'invocare pene più severe per chi si macchia dell'ignobile reato dell'abbandono di un animale, ringraziamo De Giovanni per aver messo in evidenza le conseguenze della cattiva abitudine di comprare un cucciolo come se fosse un giocattolo. E speriamo che lo scrittore napoletano riesca a convincere qualcuno a non seguire questa strada, e a prendere un amico a quattro zampe solo se si è convinti.
Bur Rizzoli Editore, pp. 412, prezzo di copertina € 14





