Cani, gatti, mucche, cavalli, asini, maiali che parlano. Cade tra venerdì 16 e sabato 17 la notte “magica” in cui, secondo la tradizione, gli animali acquisiscono la facoltà di parlare: è la notte prima della festa di Sant'Antonio Abate, 17 gennaio, ricordato nella nostra tradizione come il patrono degli animali, il santo legato al mondo contadino e al fuoco.
Chi è Sant'Antonio Abate
E’ il santo del mondo contadino e uno dei primi e più illustri anacoreti della storia della Chiesa, secondo la tradizione cristiana primo degli abati e fondatore del monachesimo.
Figlio di una nobile famiglia egiziana, nacque nel 255 dopo Cristo e alla morte dei genitori vendette tutti i suoi beni per ritirarsi nel deserto. Nella dura vita eremitica affrontò più volte e respinse le tentazioni del demonio, nelle sembianze di donne tentatrici o bestie feroci, leoni, serpenti e scorpioni.

Le leggende legate ai maiali
In particolare molte storie sono legate al maiale: si dice che mentre Antonio era in viaggio attraverso il mare, una scrofa lasciò ai suoi piedi un maialino molto malato; il Santo lo guarì con la preghiera e da lì in poi divenne il suo compagno inseparabile. Un’altra leggenda racconta che Sant'Antonio scese all’inferno per affrontare Satana e per mettere in salvo alcune anime, ma per distrarre il diavolo mandò il suo maiale con una campana legata al collo, così per distrarlo: così riuscì a rubare il fuoco infernale e donarlo agli uomini sulla terra.

Ma la leggenda che più piace a chi ama gli animali è quella secondo qui, la notte tra il 16 e il 17, gli animali parlano: si dice che quella notte, quando il Santo era in vita, gli animali attorno a lui acquisirono la capacità di parlare.
Sono numerosi i luoghi in tutta Italia dove la ricorrenza del 17 gennaio si festeggia con appuntamenti religiosi, benedizione degli animali, tradizionali falò.





