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Giuseppe Garibaldi che non t'aspetti: giù dal cavallo amava animali e natura

"Ha avuto una intuizione: aveva capito che solo un rapporto armonico con la natura gli avrebbe dato quel Dna speso poi nella vita civile"
Autore:
redazione
aggiornato il
02/03/2026

"Un precursore della sensibilità moderna e un comunicatore quattro passi avanti rispetto agli altri. Oggi sarebbe un manipolatore dei social". E' la definizione di Giuseppe Garibaldi di Virman Cusenza, autore del libro 'L’altro Garibaldi' di cui si è parlato in un dibattito con Massimo D'Alema e Marcello Veneziani moderato da Giovanna Pancheri alla sala Alessandrina dell'Archivio di Stato.

Solo un rapporto armonico con la natura gli avrebbe dato quel Dna speso poi nella vita civile

"Garibaldi ha avuto una intuizione che precorreva di un secolo la tendenza di una vita in campagna e con gli animali, aveva capito che solo un rapporto armonico con la natura gli avrebbe dato quel Dna speso poi nella vita civile - ha spiegato ancora l'autore. L'essere agricoltore, amico degli animali, gli ha dato quell'abbraccio del mondo che dura sino ad oggi. Questo libro aiuta a capire anche che senza Caprera non c'è Garibaldi, perché era l'origine e la fine di tutto il mondo ideale che lui avrebbe voluto riprodurre in Italia. Non era l'esilio, Garibaldi a Caprera ha comprato una casetta e poi metà isola, da lì ha fatto la spedizione dei Mille, quella in Aspromonte, quella di Mentana. Lì studiava, leggeva, riceveva e aveva contatti con il mondo".

Il Garibaldi sceso da cavallo

"Cusenza ha fatto scendere Garibaldi da cavallo e dal piedistallo ideologico, visto che si sa tutto dei tuoi progetti ma nulla della sua vita reale - ha premesso Veneziani-. Idealista e intransigente, capisce però che deve accettare la realtà, in lui c’è il lato del Risorgimento con spirito realistico. Come Napoleone, realizza cose importanti a Caprera, sono operosi condottieri che sfidano il mondo sotto tutti gli aspetti". D'Alema ha ricordato che "Garibaldi appartiene a tutti gli italiani ma fu uomo della sinistra, è stata una sua libera scelta. Scelse lui di entrare nella prima Internazionale, fu uomo della sinistra animato da Grande realismo politico. Internazionalista ma non nazionalista, patriota perché decise di stare sempre dalla parte degli oppressi. Che poi appartenga a tutti gli italiani non c'è dubbio".

L'eroe trasversale

Su questo, Veneziani ha sottolineato: "E' vero che è stato per sua scelta di sinistra, ma massonico, ha scelto di combattere per la patria, e questo qualcosa vuol dire. Aveva cercato di mettere insieme mondi diversi e l’unico a cui era refrattario era la Chiesa. La sua personalità era poliedrica, questo spiega perché la destra per prima decise di dargli un appannaggio, che lui rifiutò per poi accettare quello della sinistra, e il culto del periodo fascista. Garibaldi ha una capacità corale, è un eroe trasversale. Altrimenti sarebbe eroe di una piccola parte di mondo”.

Mondadori
ISBN: 9788804800057
216 pagine - Prezzo: € 20,00
In vendita dal 19 febbraio 2026

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