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I gatti atterrano sempre in piedi: è vero e lo dimostra la Scienza

Uno studio della Yamaguchi University rivela: tutto dipende da un “twist” della colonna vertebrale che permette al felino di ruotare il corpo in aria
Autore:
Fabio Carosi
aggiornato il
23/03/2026

Vedere un gatto scivolare da un muretto e atterrare con grazia sulle quattro zampe è una scena familiare, quasi magica. Ma dietro questo gesto naturale si nasconde un meccanismo complesso che per anni ha incuriosito fisici e biologi. Oggi, grazie a uno studio della Yamaguchi University, arriva una spiegazione sorprendente: tutto dipende da un “twist” della colonna vertebrale che permette al felino di ruotare il corpo in aria con una precisione straordinaria. E a pubblicarlo è stata la rivista Focus Junior.

La schiena del gatto è divisa in due: flessibile davanti, rigida dietro

La ricerca giapponese ha rivelato che la colonna vertebrale del gatto non è uniforme. Come si legge nello studio, “la parte toracica è estremamente flessibile, mentre quella lombare funziona come un’ancora stabilizzatrice”. La sezione anteriore del corpo può ruotare con grande libertà, orientando testa e zampe verso il suolo, mentre la parte posteriore, più rigida e robusta, fornisce la forza necessaria per completare la manovra. Una sorta di corpo in due moduli, ognuno con un ruolo preciso.

La torsione salvavita in 70 millisecondi

Scrive Focus: “Analizzando i movimenti con telecamere ad altissima velocità, gli scienziati hanno scoperto che la rotazione non avviene in un unico gesto. Prima ruota la parte anteriore del corpo e solo 70-90 millisecondi dopo la parte posteriore la segue. Questa rotazione “a tappe” permette al gatto di rispettare le leggi della fisica senza perdere l’equilibrio. La parte davanti agisce come un pilota, quella dietro come un motore che completa la manovra”.

Quando il gatto diventa un modello tecnologico

La scoperta non serve solo a spiegare un comportamento affascinante, secondo i ricercatori, questo meccanismo potrebbe ispirare robot capaci di muoversi in ambienti difficili, correggere la postura in aria e atterrare senza danni anche dopo salti complessi. Una prospettiva che apre nuove possibilità nel campo della robotica agile e dell’esplorazione in condizioni estreme.

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