Cani e gatti insieme a tutti gli altri animali d'affezione, sono animali e tali devono rimanere. Lo scrive la Commissione Teologica Internazionale in un documento firmato, e quindi approvato da Papa Prevost. E così il rapporto tra umani e animali d'affezione, sotto l'egida della Congregazione per la Dottrina della Fede, viene analizzato sotto il punto di vista teologico.
Una guida per i Cattolici
Siete credenti e osservanti della Chiesa di Roma? Allora leggete con attenzione il documento “Quo vadis humanitas”, pubblicato il 4 marzo e prendete atto della posizione ufficiale della Cattedra di San Pietro ch però non si limita solo al rapporto tra le specie viventi ma analizza e mette in guardia l'umanità e il nuovo rapporto con le tecnologie invasive come l'Intelligenza Artificiale.
Un punto di vista per chi non crede o crede in altre religioni
Non siete credenti o seguite altre religioni? Leggetelo lo stesso, perché quel formidabile e unico rapporto tra umani e animali, oltre i trend suggeriti dal mercato che specula sul bisogno di dare e ricever affetto, è un tema centrale nella vita di ciascuno, altrimenti non si spiegherebbero 65 milioni di animali d'affezione che popolano le nostre case.

Cosa dice "Quo vadis humanitas"
La Santa Sede, attraverso la Commissione Teologica, non usa mezzi termini e scrive nel capitolo 3: “I recenti tentativi di ridimensionare la natura umana, con riduzioni materialiste o ispirate al naturalismo biologico, sono pur sempre paradossalmente un comportamento umano: anche quando sogna di oltrepassare la sua natura umana, o di abbassarsi al livello degli animali, la persona agisce inevitabilmente da essere umano”. Tradotto, se è vero che la Biologia (cioè la Scienza), tende a dimostrare che l'uomo è un animale, la Fede, supera il “confine” e presenta una visione umanista di profondo rispetto per il mondo animale: “Ciò non implica che gli altri esseri viventi debbano essere considerati come meri oggetti di dominio o di sfruttamento, perché ne seguirebbe una logica con gravi conseguenze per la società: rafforzando l’idolatria dei più forti e producendo disuguaglianze, ingiustizie e violenze per l’insieme dell’umanità e del pianeta”.
"Le altre creature meritano uno sguardo positivo"

Ma sull'umanizzazione degli animali, arriva una presa di posizione intransigente: “Secondo la Sacra Scrittura, le altre creature meritano uno sguardo positivo, degno di custodia e di rispetto, in particolare gli animali in quanto esseri viventi e senzienti. L’essere umano, sebbene si trovi al centro della creazione, non può capire sé stesso se non si scopre situato nel contesto delle altre creature e unito ad esse. Occorre però evitare gli eccessi di certe società avanzate, soprattutto in Occidente, che tendono a considerare alcuni animali, soprattutto domestici, quasi come persone. Bisogna evitare le tentazioni reciproche di “umanizzare gli animali” e di “ridurre gli esseri umani ad animali”.
La differenza "tra uomini e animali"
I teologi, poi, mettono nero su bianco la differenza tra uomini e animali al capitolo 153 del Documento: “La tensione materiale/spirituale (anima/corpo) trova il suo significato pieno nella resurrezione dai morti. Grazie ad essa, l’essere umano viene fino in fondo salvato, in quanto il corpo risorto diviene, in un certo senso, il segno visibile trasparente dell’intero essere umano, la dimensione che ne rivela la natura spirituale, la quale resta il vertice unificante dell’io e attesta la sua differenza rispetto agli altri animali”.
E' evidente che sotto accusa non c'è il rapporto uomo-animali che come dice la massima autorità italiana che studia gli animali d'affezione, “è una sinergia meravigliosa”, quanto il materialismo che sfrutta la debolezza umana dell'affettività. Il dibattito è aperto.
SCARICA E LEGGI il Documento della Commissione Teologica della Santa Sede
LEGGI ANCHE Carne di cavallo vietata, Avvenire detta la linea etica: “È progresso morale”








