Esplode sui social la sindrome da Capnocytophaga Canimorsus, il batterio naturale che vive nella bocca di cani e gatti. Ecco cosa c'è da sapere
Il tuo cane ti lecca la faccia o le mani? Tranquillo, nella sua saliva c'è sì un batterio chiamato Capnocytophaga canimorsus, ma per le persone sane è innocuo al 99,999%. Vive in bocca a cani e gatti senza farli star male, e solo raramente passa all'uomo, tipo 1 caso su un milione di leccate. Esperti come il professor Vittorio Di Bella, esperto nello studio dei batteri, dicono chiaro: zero panico per mamme, bimbi o proprietari sani, basta non avere ferite aperte o problemi di salute seri.
Cos'è Capnocytophaga e come si trasmette?
Questo batterio fa parte della normale microflora buccale del 74% dei cani e gatti sani e può trasmettersi tramite saliva su ferite aperte, morsi profondi o, raramente, mucose lesionate. Identificato nel 1976, provoca seri danni o conseguenze fatali solo in ospiti vulnerabili: splenectomizzati (senza milza), alcolisti cronici, diabetici non controllati, trapiantati o in chemioterapia.
Il quotidiano dei Veterinari demolisce la paura
E a rilanciare le decine di smentite sulla pericolosità della saliva è interventi anche un articolo sul quotidiano dell'Associazione Nazionale Medici Veterinari, Anmvi, che cita Nicola De Caro, professore ordinario di Malattie Infettive degli animali domestici dell’Università di Bari, per sottolineare che su milioni di esposizioni annuali, i casi umani sono una frazione infinitesimale, senza motivo di allarmismo per il pubblico generale.


I casi "estremi" che hanno generato la paura infondata
Dal 2022 al 2025, gli episodi documentati restano sporadici: marzo 2025 in Italia, un 63enne sano sviluppa sepsi da leccata su ferita alla gamba, con insufficienza multiorgano ma guarigione completa grazie ad antibiotici rapidi; 2022 Irlanda, decesso di un 63enne con psoriasi severa per saliva su lesioni croniche (1 su un milione); aprile-maggio 2025 USA, shock settico in adulto trattato con successo. Globalmente, circa 500 casi cumulativi dal 1976, senza incrementi epidemici: centinaia di migliaia di interazioni sicure ogni anno.
Gli esperti smontano l'allarmismo sui social
"Non c'è da preoccuparsi" per la popolazione generale, con trasmissione inefficiente senza lesioni cutanee. A dirlo è sempre Nicola Decaro, in interviste recenti: “Il batterio può trasmettersi mediante un morso o più di rado con il contatto ma tende a non causare nulla, se non forme di malattia molto lieve come sindromi influenzali. Solo in rarissimi casi può dare setticemie gravi ma in genere in persone immuno-compromesse o con deficit immunologici su base genetica”. Aggiunge inoltre che i media amplificano aneddoti isolati senza statistica, invitando a non abbandonare animali per paure infondate. Nessun rischio sistemico per proprietari.
Le best pratics per una convivenza perfetta
L’infezione da Capnocytophaga può essere curata con antibiotici. Disinfettare la ferita ed evitare contatti diretti se soggetti a rischio rimane la regola di base per una convivenza serena. I medici consigliano che chiunque venga morso da un cane o un gatto consulti un medico e in caso di sintomi sistemici come da infezione (rossore e gonfiore importante nel sito di penetrazione, febbre, mal di testa ecc.…) si rechi in pronto soccorso. Solo con un tampone sarà possibile identificare il tipo di infezione contratta e valutare il da farsi.





