Infezioni e setticemie rilevate sulle carcasse di orsi trovati morti negli ultimi anni sul territorio del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise: la notizia è stata diffusa nell'editoriale firmato da Stefano Orlandini, Presidente di Salviamo l'Orso, del volume annuale che la l'Associazione pubblica per tracciare il bilancio dell'attività svolta e delle criticità da affrontare.
Tra le morti sospette, quella dell’orso recuperato nell’area pic-nic della Montagna Spaccata nel giugno del 2024. Non si sa ancora se la causa sia derivante da un virus o da un batterio, o se potrebbe esserci una condizione immuno-depressiva all’interno della piccola popolazione conseguente all’inevitabile rapporto di consanguineità tra gli individui. Una eventualità che, secondo l'Associazione, potrebbe compromettere la sopravvivenza della popolazione di orso bruno a medio-lungo termine.

La richiesta urgente di un'indagine
“Si parla sempre e solo di una generica infezione causa, forse, da un batterio o da un virus...ma quale?” scrive il Presidente, il quale sostiene anche che sarebbe importante avere al riguardo delle risposte tempestive da parte del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e del Ministero dell’ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), effettuando un’indagine a tappeto sulla popolazione, in accordo anche con l’Istituto zooprofilattico. Questo permetterebbe di tamponare o bloccare la circolazione incontrollata di un’infezione cronica e letale di cui ad oggi non si sa nulla.
“Crediamo che tale indagine mediante cattura di un adeguato numero di animali, e il prelievo dei loro campioni sanguigni, sia assolutamente irrimandabile pena il rischio di avere un'infezione cronica libera di circolare tra gli animali, che potrebbe essere letale per la sopravvivenza stessa della popolazione di orso bruno” sostiene Orlandini.

Chi è Salviamo l'Orso
L’associazione Salviamo l’Orso nasce sia per assicurarsi che vengano messe in pratica le misure necessarie dai vari enti preposti per proteggere l’ambiente dell’orso, e per sensibilizzare la collettività, affinché riconosca nella battaglia per la sopravvivenza dell’orso un’emergenza culturale non solo nelle regioni interessate, ma del Paese intero. Da qui nasce questo impegno importante da parte di un gruppo di persone che hanno a cuore la sopravvivenza dell’orso, che ha deciso di dedicarsi seriamente per far sì che questa consapevolezza contagi il pubblico più vasto. Salviamo l’Orso non conduce solo una battaglia di indirizzo culturale e di sensibilizzazione, ma si impegna concretamente nel reperimento di sponsor e fondi privati per intervenire fattivamente in aiuto di questa specie.
Progetto "Comunità a Misura d'Orso"
In particolare il progetto pilota “Comunità a Misura d’Orso” incoraggia le azioni da parte delle comunità, delle attività commerciali e degli individui per prevenire il conflitto uomo-orso, rimuovendo ogni possibile fonte di attrazione alimentare per l’orso in aree urbane e promuovendo misure semplici ma efficaci per evitare danni da orso e all’orso. Una “Comunità a Misura d’Orso” è una comunità che decide di implementare tutte le buone pratiche che consentono una coesistenza pacifica con l’orso, attraverso poche semplici accortezze.
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