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Gravidanza si o no? Fare cuccioli non è un gioco da ragazzi

Far riprodurre il proprio cane o gatto è un impegno importante e rappresenta una responsabilità. Come scegliere il partner, quali test e analisi fare, come capire se è il momento giusto.
Autore:
Valentina Renzopaoli
aggiornato il
23/02/2026

Cucciolate si, cucciolate no: far riprodurre cani e gatti è una grande responsabilità. Allevatori e privati possono contribuire con la loro scelta a custodire patrimoni genetici, a rispettare le motivazioni di razza, soprattutto, a garantire il benessere dei loro animali e di chi verrà dopo di loro. Ma in base a quali criteri decidere? Quali step devono essere rispettati? Lo abbiamo chiesto alla Dottoressa Fabiana Pecchia, Specialista in Fisiopatologia della Riproduzione degli Animali Domestici di ReproVet Point Roma.

Dottoressa Pecchia, come si fa a decidere se è opportuno far riprodurre il nostro cane o il nostro gatto?

La decisione va valutata con grande attenzione: far riprodurre il proprio cane o gatto è un impegno importante e rappresenta una vera responsabilità. Il primo passo è verificare lo stato di salute generale dell’animale che si intende destinare alla riproduzione. È fondamentale effettuare una visita preaccoppiamento sia sulla fattrice sia sullo stallone: si tratta di un esame obiettivo generale e particolare dell’apparato riproduttore che permette di valutare le condizioni complessive del soggetto e dell’apparato genitale nella sua totalità. A questa valutazione clinica è opportuno affiancare esami ematobiochimici completi, che forniscono preziose informazioni sullo stato metabolico e sulla salute complessiva dell’animale. Solo dopo aver raccolto tutti questi elementi è possibile stabilire se la riproduzione sia consigliabile e sicura.

Fabiana Pecchia, Medico veterinario Specialista in Fisiopatologia della Riproduzione degli Animali Domestici

Parliamo di test genetici: sono davvero utili?

I test genetici, a mio parere, sono strumenti molto importanti e rappresentano uno step fondamentale nella valutazione di un animale destinato alla riproduzione. È essenziale distinguere tra i test genetici veri e propri e le valutazioni cliniche specialistiche, in quanto si tratta di esami diversi, con finalità e modalità differenti, che devono essere effettuati in modo complementare. I test genetici si eseguono tramite prelievo di sangue o con un semplice tampone buccale e permettono di stabilire se un soggetto sia affetto, portatore sano o completamente “clear” rispetto a specifiche patologie ereditarie. Ogni razza ha le proprie predisposizioni e, di conseguenza, i test consigliati possono variare.

Accanto a questi, non bisogna tralasciare le valutazioni ortopediche, oftalmologiche e cardiologiche, che non sono test genetici ma esami clinici e strumentali indispensabili per molte razze. Tra gli screening più noti rientrano quelli per la displasia dell’anca e del gomito, la lussazione rotulea nelle razze di piccola taglia, le visite oculistiche per individuare patologie ereditarie dell’occhio e le valutazioni cardiologiche, particolarmente importanti in razze predisposte a cardiopatie.

Test genetici e screening clinici rispondono a esigenze diverse ma devono procedere insieme: i primi ci aiutano a prevenire la trasmissione di malattie ereditarie, mentre le valutazioni cliniche permettono di individuare condizioni che potrebbero compromettere il benessere dell’animale e dei futuri cuccioli. Solo integrando entrambe le tipologie di controlli possiamo programmare una riproduzione davvero responsabile e ridurre il rischio di trasmettere patologie alla progenie.

Facciamo qualche esempio...

Ogni razza ha le proprie predisposizioni genetiche e cliniche, e per questo esistono pacchetti di test specifici che permettono di valutare in modo mirato i soggetti destinati alla riproduzione. Ad esempio, per la razza Barbone è disponibile un pannello che comprende sette test fondamentali, tra cui l’Atrofia progressiva della retina (PRA-prcd, PRA-rcd4), la Malattia di von Willebrand tipo 1 (vWD1), l’Encefalopatia neonatale (NE), la Mielopatia degenerativa (DM) e la determinazione del colore (Locus B e Locus E). A questi è opportuno affiancare una visita oculistica specialistica e la valutazione ortopedica per la lussazione della rotula, come del resto è consigliabile anche nella razza Cocker Spaniel Inglese. In quest’ultima le principali patologie da indagare tramite test genetici sono la Nefropatia familiare (FN), l’Atrofia progressiva della retina (PRA-prcd), la Sindrome da mutilazione acrale (AMS), la predisposizione al Mucocele della colecisti, la Xantinuria, la Deficienza della fosfofruttochinasi (PFKD), la Bernard-Soulier Syndrome (BSS) e la Pseudomiotonia ereditaria.

Per il Dobermann risultano particolarmente importanti la Mielopatia degenerativa (DM o SOD1), la Miocardiopatia dilatativa di tipo 3 e 4 (DCM3, DCM4), la Malattia di Von Willebrand tipo I (vWD1), la Sordità ereditaria, la determinazione del colore marrone/nero (Locus B) e per la diluizione del colore (Locus D). Ai test genetici sopracitati vanno sempre affiancati screening cardiologici completi, data la forte predisposizione della razza alle cardiomiopatie.

Nelle razze brachicefale, come Bouledogue Francese e Bulldog, oltre ai test genetici disponibili risultano fondamentali le valutazioni respiratorie, gli screening cardiologici, le visite oculistiche e le valutazioni ortopediche, indispensabili per monitorare le patologie tipiche di queste razze.

Ma quanto i test sono davvero attendibili?

I test genetici sono generalmente molto attendibili, a patto che vengano eseguiti da laboratori accreditati e con metodiche validate per quella specifica razza e per quella specifica mutazione. L’affidabilità può variare leggermente da test a test e da laboratorio a laboratorio, soprattutto in termini di sensibilità e specificità, ma nel complesso rappresentano strumenti estremamente utili per chi decide di programmare una cucciolata. Per gli allevatori, infatti, questi test sono fondamentali perché permettono di conoscere con precisione lo stato genetico del soggetto destinato alla riproduzione e di scegliere il partner più adatto, riducendo il rischio di trasmettere patologie ereditarie e programmando accoppiamenti più consapevoli.

E quanto costano?

Il costo dei test genetici è molto variabile: dipende dal tipo di esame, dal laboratorio e dal numero di test inclusi nel pannello. Oggi esistono pacchetti completi a prezzi accessibili, che permettono di analizzare più patologie contemporaneamente e risultano spesso più convenienti rispetto al singolo test. In generale, si tratta di investimenti sostenibili, soprattutto se rapportati all’importanza di programmare una riproduzione responsabile e tutelare la salute dei futuri cuccioli.

Cavalier King Allevamento Happy Tail Sara Amaranto

Come abbiamo già sottolineato, decidere di mettere al mondo cuccioli è una grande responsabilità: quali criteri si devono rispettare?

La selezione dei riproduttori non è solo un atto tecnico riservato all'allevatore ma riguarda ogni singolo proprietario, che con le proprie scelte contribuisce al benessere dell'animale e alla salute complessiva della razza cui il proprio pet appartiene. Anche chi non alleva partecipa alla selezione attraverso le proprie decisioni: dall’acquisto alla scelta di un’adozione, privilegiando trasparenza, documentazione e serietà dell’allevatore o della struttura da cui il proprio animale proviene.

La selezione parte sempre da una gestione sanitaria accurata, che permette di monitorare e segnalare eventuali problemi genetici o familiari. Alcune patologie, come ad esempio l’ipotiroidismo, riconoscono una forte familiarità: per questo è fondamentale che allevatore e/o proprietario siano informati e collaborino con il proprio Medico Veterinario di riferimento nel segnalare eventuali criticità.

Il proprietario ha un ruolo imprescindibile nelle decisioni riproduttive evitando accoppiamenti improvvisati o privi di una valutazione clinica, rispettando le caratteristiche etologiche della razza e garantendo al proprio animale un equilibrio fisico e comportamentale. Un soggetto sano, equilibrato e ben gestito è, infatti, parte integrante di un processo di selezione responsabile. Agire in questo modo significa ridurre la diffusione delle patologie ereditarie, sostenere gli allevatori seri penalizzando le pratiche scorrette e contribuire alla nascita di cuccioli sani, funzionali e longevi. In fondo, sia il proprietario sia l’allevatore sono i custodi della storia genetica del proprio animale.

Quanto la genetica influisce sul comportamento o sul temperamento?

La genetica ha un ruolo molto importante nel determinare il comportamento e il temperamento di un animale, ma non è mai l’unico fattore in gioco. Il patrimonio genetico fornisce una sorta di “potenziale”, ma è l’ambiente in cui il cucciolo nasce e cresce a decidere quanto e come questo potenziale si esprimerà. Ed è qui che l’allevatore e/o il proprietario diventano fondamentali.

Una gestione corretta e consapevole, un’adeguata socializzazione, esperienze positive e un contesto familiare stabile possono valorizzare un buon patrimonio genetico e compensare alcune fragilità innate. Al contrario, un ambiente poco strutturato o non ottimale può rendere più evidente qualche predisposizione comportamentale, influenzando l’equilibrio del soggetto. In altre parole, genetica e ambiente lavorano sempre insieme: la prima orienta, il secondo modella. Un allevatore o proprietario responsabile e consapevole può fare moltissimo per favorire l’equilibrio comportamentale del proprio animale.

Labrador - Allevamento Macchia Grande

Come si fa a capire quando è il momento giusto per far accoppiare la futura mamma?

Sia nella cagna che nella gatta, la futura mamma deve aver raggiunto la pubertà e, quindi, una piena maturità fisica ed emotiva. L’età varia in base alla razza, alla taglia e alle caratteristiche individuali, ma è fondamentale non anticipare mai i tempi: un animale troppo giovane non è pronto fisicamente né mentalmente ad affrontare una gravidanza e a prendersi cura della progenie. Allo stesso modo, anche un’età eccessivamente avanzata può ridurre il successo riproduttivo e aumentare il rischio di parti distocici. Una volta raggiunta l’età adeguata, è importante monitorare con attenzione il ciclo estrale e riconoscerne i segni clinici. Nella specie canina ciò significa accompagnare la fattrice a visite periodiche fin dall’inizio delle manifestazioni proestrali, generalmente tre–quattro giorni dopo l’inizio del calore.

Nella gatta, specie poliestrale stagionale, è invece fondamentale riconoscere i segni comportamentali dell’estro e valutare con il medico veterinario il momento più opportuno in cui condurre la femmina dal maschio ed il numero di accoppiamenti da verificare.

In entrambe le specie, valutazioni come la colpocitologia, l’ecografia ovarica, la determinazione dei livelli sierici di progesterone nella cagna o l’osservazione attenta dei comportamenti estrali nella gatta permettono di individuare con precisione il cosiddetto periodo fertile. Conoscere il momento dell’ovulazione consente di programmare l’accoppiamento nel periodo più favorevole, aumentando le probabilità di successo, tutelando la salute della futura mamma e della progenie e permettendo anche una predizione più accurata della data del parto.

Ovunque, in Rete, si trovano tabelle che riguardano il ciclo riproduttivo: quanto ci si può attenere a queste indicazioni?

Si trovano ovunque, in Rete, schemi che descrivono il ciclo riproduttivo, ma attenersi rigidamente a queste indicazioni può essere fuorviante, sia nella cagna che nella gatta. In entrambe le specie esiste, infatti, una notevole variabilità individuale e basarsi esclusivamente sul numero dei giorni trascorsi dall’inizio delle manifestazioni proestrali non è corretto. Nella cagna, ad esempio, le tabelle riportano valori medi di proestro ed estro di circa 9 giorni ciascuno, con un calore complessivo mediamente di 21 giorni, ma nella realtà ogni fase può durare da 3 a 21 giorni. A questa peculiarità del ciclo estrale della cagna si aggiungono poi altri fattori importanti, tra cui la possibile mancanza di correlazione tra l’estro comportamentale ed il picco preovulatorio dell’LH (alcune femmine accettano il maschio pur non essendo ancora pronte), l’estrema variabilità dell’intervallo dal picco preovulatorio all’ovulazione, la necessità di maturazione degli ovociti dopo la deiscenza follicolare e la durata variabile della vita fecondabile degli ovociti maturi e degli spermatozoi. Questi eventi, pertanto, non possono essere previsti o monitorati esclusivamente sulla base del numero di giorni trascorsi dall’inizio del proestro o dall’accoppiamento né delle sole variazioni fisiche e comportamentali della fattrice.

Anche nella gatta le tabelle rinvenibili nel web non possono essere considerate affidabili in senso assoluto. In tale specie, in cui il ciclo è influenzato da fotoperiodo, condizioni ambientali e stato emotivo, l’ovulazione avviene principalmente solo in seguito ad accoppiamenti ripetuti o a stimolazioni adeguate. La durata dell’estro può variare da pochi giorni a oltre una settimana; possono verificarsi estri silenti o calori irregolari, e la frequenza dei cicli aumenta con l’allungarsi delle ore di luce. Tutto ciò rende, pertanto, impossibile prevedere il momento ovulatorio basandosi esclusivamente su schemi temporali standardizzati.

In sostanza, qual è il consiglio da seguire?

Monitorare il ciclo estrale in modo accurato e con un approccio integrato è fondamentale. Affidarsi esclusivamente al numero dei giorni o a un singolo parametro, come il progesterone, non è sufficiente: il ciclo riproduttivo presenta una variabilità troppo ampia per essere gestito con schemi rigidi. Per questo motivo, una gestione riproduttiva corretta si basa su valutazioni cliniche e diagnostiche mirate, che includono la colpocitologia, l’ecografia ovarica, i dosaggi ormonali e l’osservazione dei segni clinici e comportamentali della fattrice. Ed è proprio per garantire un monitoraggio completo e accurato che è consigliabile affidarsi a un medico veterinario che si occupa in maniera specialistica di riproduzione e neonatologia. Un professionista esperto è in grado di interpretare correttamente tutti i risultati, correlare tra loro i diversi metodi di monitoraggio del ciclo estrale, individuare il momento più favorevole per l’accoppiamento e/o inseminazione artificiale e seguire la futura mamma anche nelle delicate fasi della gravidanza, del parto e dei primi giorni di vita della progenie.

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