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Giornata nazionale del gatto, il più amato tra i pet

Per il gatto di casa si riuncia alle vacanze, si prova ansia da separazione, si organizzano feste di compleanno. E' quanto emerge da un'indagine realizzata per la Giornata nazionale del gatto
Autore:
Valentina Renzopaoli
aggiornato il
14/02/2026

In Italia vivono oltre 10 milioni di gatti, un numero che sorpassa quello dei cani in famiglia. E come il cane, anche il gatto è considerato ormai un membro della famiglia a tutti gli effetti al quale si dedica tempo, per il quale si rinuncia alle vacanze, grazie al quale si ritrova relax e serenità.

E' quanto emerge da un'indagine sul rapporto con i propri felini che Rover.com, il marketplace online per la cura degli animali domestici ha realizzato nelle settimane scorse in vista della Giornata nazionale del gatto, che si celebra il 17 febbraio, introdotta in Italia nel 1990.

Il tempo per cure e coccole

Secondo il monitoraggio, quasi un terzo dei proprietari di gatti (il 32%) ha rivelato di riservare più di due ore alla settimana al gioco con il proprio gatto, percentuale che sale al 38% se il medesimo tempo viene impiegato in coccole. Sei su dieci hanno poi confermato di considerare i micetti di casa dei veri e propri membri della famiglia, per i quali si festeggiano anche compleanni e ricorrenze, con una festa apposita (4%) oppure portando un regalo (24%) o un pasto speciale (36%).

Da dove arrivano

I gatti che sono nelle case degli italiani da dove arrivano? il 28% degli intervistati si è rivolto a rifugi, gattili e associazioni che si occupano di animali senza famiglia. Il 27%, sono coloro che hanno ricevuto il gatto in regalo da amici e parenti. Il 31% dichiarano di avere incrociato il micio per la strada e dopo avere appurato che effettivamente non appartenesse già a qualcuno hanno deciso di accoglierlo a casa propria.

Perché un gatto

La decisione di accogliere un gatto nella propria vita nasce da una combinazione di motivazioni affettive e pratiche, che riflettono sia bisogni emotivi sia esigenze organizzative. La maggior parte degli intervistati ha, infatti, dichiarato di aver scelto un gatto principalmente per ragioni affettive: un quarto (26%) considera i gatti animali molto affettuosi, mentre un quinto (19%) apprezza la loro indipendenza e la facilità di gestione rispetto ad altri animali domestici. Le motivazioni affettive si intrecciano spesso con esperienze personali: il 9% ha sempre avuto un gatto fin dall’infanzia, mentre circa il 5% ha realizzato il desiderio di possederne uno solo in età adulta, dopo averlo a lungo desiderato. Un ulteriore 9% riconosce nei gatti un potere calmante e un supporto alla salute mentale, segno di una crescente consapevolezza del ruolo terapeutico degli animali domestici. Altri fattori, come la preferenza per la personalità dei gatti rispetto ai cani (3%) e l’apprezzamento per l’intelligenza felina (7%), contribuiscono a rafforzare il legame tra proprietario e animale. Sul versante pratico, oltre all’indipendenza, emergono motivazioni come la pulizia (2%) e l’affinità al proprio stile di vita (8%). Le influenze esterne, come la pressione familiare, hanno un impatto limitato ma non trascurabile: il 4% ha accolto un gatto su richiesta dei figli, mentre il 2% su desiderio del partner.

E quando si va in vacanza?

Il 30% degli intervistati dichiara di usare regolarmente telecamere e dispositivi smart quando fuori casa e il 13% di usarli solo quando in vacanza, con il 25% che non ha ancora dispositivi, ma che sta valutandone l’acquisto. Quando in viaggio, 7 italiani su 10 dichiarano di fare solitamente affidamento a un familiare per prendersi cura del proprio animale, il 15% si rivolge a un amico, mentre il 5% preferisce affidarsi a un cat sitter. C’è chi, addirittura, in mancanza di alternative, in passato ha deciso di rinunciare a una vacanza: quasi un intervistato su quattro (23%) ha, infatti, dichiarato di aver dovuto abbandonare l’idea di un viaggio, perché non sapeva a chi affidare il proprio micio. Guardando al futuro, il 43% degli intervistati sarebbe disposto a rinunciare a una vacanza se non trovasse una soluzione soddisfacente per il proprio gatto, il 37% valuterebbe questa possibilità e solo il 20% cercherebbe comunque un’alternativa per non perdere il viaggio.

Ansia da separazione

La separazione dal proprio gatto genera un impatto emotivo significativo: il 23% dei proprietari dichiara di sentirsi triste durante l’assenza, mentre il 17% prova ansia per il distacco. Tuttavia, il 39% si sente tranquillo grazie alla fiducia riposta in chi ha affidato il gatto, e l’11% si dichiara sereno per l’indipendenza dell’animale.

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