Come i cani modificano la qualità dell'aria interna e quale impatto hanno sull'ambiente dei luoghi chiusi. Un tema poco esplorato anche dagli scienziati. Un team internazionale finanziato dalla Swiss National Science Foundation e dal Swiss Federal Technology Institute of Lausanne ha condotto uno studio volto a misurare l'impatto dei cani sulla qualità dell'aria di un ambiente chiuso.
Metodo di ricerca
L'indagine ha coinvolto un totale di sette cani (e relativi padroni), divisi in due gruppi: uno con quattro cani di piccole dimensioni (tutti chiuhuahua) e uno con tre cani di grandi dimensioni (un mastino tibetano, un terranova e un mastino inglese). Gli animali sono stati chiusi in una stanza, prima da soli e poi con il loro padrone: in entrambi i casi gli scienziati hanno misurato le emissioni degli animali coinvolti (anche gli umani quindi), calcolando la quantità di inquinanti (gas, microparticelle, microbi, funghi) rilasciati nell'aria.

I risultati
Il cane, che sia un chihuahua o un mastino spagnolo da 100 kg, lascia un'impronta chimica e biologica in casa. Questo studio ha preso in considerazione le emissioni chimiche, particolate e microbiche di cani di piccola e grande taglia. I cani di grossa taglia hanno emesso CO2, NH3, funghi e batteri a tassi considerevolmente più elevati rispetto ai cani di piccola taglia, mentre le loro emissioni di particelle di 1-10 μm sono risultate simili.
Gas, Co2, microparticelle
In presenza di ozono, tutti i cani hanno contribuito alla formazione di aerosol di nanocluster (1-3 nm) e di composti organici volatili (COV) ozonizzati, probabilmente a causa del trasferimento di sebo umano attraverso le carezze. In presenza di ozono, sono stati osservati aerosol di nanocluster (1-3 nm) durante gli esperimenti sui cani, probabilmente a seguito di reazioni dell'ozono con i lipidi cutanei di origine umana trasferiti sul pelo del cane.
I cani di grosse dimensioni rilasciano nell'aria batteri e funghi in quantità ben superiori a quelli emessi dai cani piccoli e la maggior parte di questi microrganismi vengono dall'ambiente esterno e li "trasferiscono" a quello interno. Neanche gli umani cambiano la composizione microbica dell'aria di una stanza quanto fanno i cani, in particolare quelli più grossi.
“I nostri risultati evidenziano che i cani sono importanti fonti di emissioni indoor e contributori alla chimica dell'aria interna e al trasporto microbico, con implicazioni per la qualità dell'aria e la valutazione dell'esposizione” spiegano i ricercatori.








