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Cani in casa, come cambia l'aria e quanto "inquinano"

Quanto influisce la presenza di un cane sulla qualità dell'aria di un ambiente chiuso, come le stanze di una casa. Un team di ricercatori ha analizzato l'emissione di gas e la presenza di funghi e batteri
Autore:
Valentina Renzopaoli
aggiornato il
19/03/2026

Come i cani modificano la qualità dell'aria interna e quale impatto hanno sull'ambiente dei luoghi chiusi. Un tema poco esplorato anche dagli scienziati. Un team internazionale finanziato dalla Swiss National Science Foundation e dal Swiss Federal Technology Institute of Lausanne ha condotto uno studio volto a misurare l'impatto dei cani sulla qualità dell'aria di un ambiente chiuso.

Metodo di ricerca

L'indagine ha coinvolto un totale di sette cani (e relativi padroni), divisi in due gruppi: uno con quattro cani di piccole dimensioni (tutti chiuhuahua) e uno con tre cani di grandi dimensioni (un mastino tibetano, un terranova e un mastino inglese). Gli animali sono stati chiusi in una stanza, prima da soli e poi con il loro padrone: in entrambi i casi gli scienziati hanno misurato le emissioni degli animali coinvolti (anche gli umani quindi), calcolando la quantità di inquinanti (gas, microparticelle, microbi, funghi) rilasciati nell'aria.

I risultati

Il cane, che sia un chihuahua o un mastino spagnolo da 100 kg, lascia un'impronta chimica e biologica in casa. Questo studio ha preso in considerazione le emissioni chimiche, particolate e microbiche di cani di piccola e grande taglia. I cani di grossa taglia hanno emesso CO2, NH3, funghi e batteri a tassi considerevolmente più elevati rispetto ai cani di piccola taglia, mentre le loro emissioni di particelle di 1-10 μm sono risultate simili.

Gas, Co2, microparticelle

In presenza di ozono, tutti i cani hanno contribuito alla formazione di aerosol di nanocluster (1-3 nm) e di composti organici volatili (COV) ozonizzati, probabilmente a causa del trasferimento di sebo umano attraverso le carezze. In presenza di ozono, sono stati osservati aerosol di nanocluster (1-3 nm) durante gli esperimenti sui cani, probabilmente a seguito di reazioni dell'ozono con i lipidi cutanei di origine umana trasferiti sul pelo del cane.

I cani di grosse dimensioni rilasciano nell'aria batteri e funghi in quantità ben superiori a quelli emessi dai cani piccoli e la maggior parte di questi microrganismi vengono dall'ambiente esterno e li "trasferiscono" a quello interno. Neanche gli umani cambiano la composizione microbica dell'aria di una stanza quanto fanno i cani, in particolare quelli più grossi.
“I nostri risultati evidenziano che i cani sono importanti fonti di emissioni indoor e contributori alla chimica dell'aria interna e al trasporto microbico, con implicazioni per la qualità dell'aria e la valutazione dell'esposizione” spiegano i ricercatori.

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