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Botti, così regiscono: cani e gatti cercano riparo, gli uccelli a rischio morte

Notte di San Silvestro, il terrore corre nelle nostre case. Ecco come difendersi i nostri animali dalla follia dei botti. Le fughe nei posti improbabili e gli effetti fisici
Autore:
Fabio Carosi
aggiornato il
18/12/2025

L'esperta: “Gli animali non dovrebbero mai essere lasciati da soli la notte del 31 dicembre. Chiudere bene porte e finestre: alcuni n preda al terrore, provano a gettarsi nel vuoto

Notte di San Silvestro, il terrore corre nelle nostre case. Ecco come difendersi i nostri animali dalla follia dei botti. Per cominciare è bene che i proprietari si rivolgano con anticipo ai medici veterinari Esperti in comportamento per una valutazione specifica del caso. Principalmente, la componente disturbante di questi stimoli è il rumore, e molti animali soffrono di fonofobie, cioè di paura intensa per vari tipi di rumore.

I fattori che influenzano la sensibilità

Tra i fattori che possono influenzare la sensibilità ai rumori in cani e gatti vi sono: componente genetica; inadeguata abitudine agli stimoli nei periodi sensibili dello sviluppo; eventuali esperienze traumatiche; insicurezza globale del soggetto. Inoltre, la paura dei rumori può peggiorare con il tempo o addirittura comparire quando l’animale entra nell’età senior (a meno che non subentri una sordità totale o parziale che in questo caso è assolutamente benefica), oppure se l’animale ha patologie fisiche che minano la sua stabilità emotiva. Ciò li porta a provare una emozione di paura o addirittura terrore, talvolta insofferenza e rabbia.

Alcuni cani si nascondono nei posti più disparati

I cani possono manifestare il proprio disagio fuggendo via o vagando in modo ansioso per la casa. Possono abbaiare ai rumori e agitarsi come fossero “arrabbiati” con i botti e i fuochi d’artificio. Spesso cercano conforto presso i proprietari, alcuni mettendosi vicini, altri saltando addosso. I gatti per lo più tendono a nascondersi e a rimanere nascosti fino a che non valutano che il pericolo è cessato. Possiamo favorire questa strategia allestendo scatoloni di cartone con piccole finestre oppure lasciare la possibilità di nascondersi negli armadi.

Gli effetti della paura

Dal punto di vista fisiologico, si possono avere manifestazioni quali salivazione profusa, tachicardia, respirazione accelerata, dilatazione delle pupille, minzioni e defecazioni emotive.

IL 31 dicembre non lasciateli da soli

Per aiutare i cani e i gatti ad affrontare la serata, in primo luogo è necessario gestire l’ambiente e gli animali in modo che non ci siano fughe da casa. Inoltre, gli animali non dovrebbero mai essere lasciati da soli in casa la notte del 31 dicembre. Chiudere bene porte e finestre: alcuni animali, in preda al terrore, provano a gettarsi nel vuoto.

Il pericolo del giardino

E’ sconsigliabile anche lasciare gli animali in giardino, seppur a prova di fuga. Purtroppo a volte succede, infatti, che gli animali si feriscano perché arrivano petardi nel giardino stesso. E’ importante lasciare aperte stanze che possano costituire un rifugio e lasciare che l’animale decida dove andare, anche se ciò significa ritrovarlo nella vasca da bagno, nella doccia o sotto al letto. Spesso vengono scelte le zone più interne della casa, e noi possiamo cogliere i suggerimenti del nostro pet per allestire proprio in questi luoghi un rifugio-bunker a prova di botti.

Il trasportino se c'è aiuta

Se il cane è abituato ad avere un trasportino come cuccia - rigorosamente aperto – il consiglio è di lasciarlo a disposizione. Può essere mantenuto nella posizione abituale, a meno che non sia troppo vicino a porte e finestre dalle quali arriva il frastuono dei botti e dei fuochi. E’ anche possibile costruire delle cucce parzialmente insonorizzate con appositi pannelli (esistono semplici tutorial online per realizzarle) o coprire trasportini o cucce con pesanti coperte che attutiscono un po’ il rumore e schermano la luce. Non cercare di tirare fuori dai loro rifugi gli animali. Non trattenerli con la forza se sono agitati.

Non punire l'animale per i suoi comportamenti

Se l'animale ha timore ma non paura elevata, potrebbe essere possibile intrattenerlo con giochi e bocconcini appetitosi o masticativi (quelli preferiti e già sperimentati nelle situazioni di calma della quotidianità, per essere sicuri che siano graditi, sicuri e non associati a un’esperienza negativa). E’ importante mostrarsi calmi e sereni, parlare normalmente. In sottofondo può aiutare una musica rilassante a volume normale (a volte la TV a volume alto è più irritante che altro!)

Eventuali ospiti devono essere istruiti su come rapportarsi all’animale

Se il cane o il gatto cercano conforto, questo può essere dato, in modo pacato e calmo. L’animale non va scacciato o ignorato, pensando che “se lo coccolo rinforzo la paura”. Il ruolo del proprietario, infatti, è anche quello di supporto affettivo, positivo e rassicurante. Nel caso sia difficile gestire il cane in casa perché davvero in panico, si può portare l’animale a fare un viaggio in auto partendo prima dell’inizio dei fuochi. In questo modo ci si allontana dalle zone maggiormente interessate dai festeggiamenti. Ovviamente il cane deve essere abituato all’auto e deve considerarla come un luogo sicuro.

Farmaci? Solo le li prescrive il veterinario

Se un animale manifesta paura intensa o panico (soprattutto se si tratta di un soggetto fragile, anziano, cardioatico…), la figura a cui rivolgersi è il Medico Veterinario Esperto in comportamento. Egli potrà formulare una eventuale diagnosi di stato patologico e prescrivere una terapia. Il Medico Veterinario con competenze in comportamento potrebbe valutare che l’animale abbia bisogno di un farmaco che lo aiuti a rimanere più tranquillo. È importante sottolineare che ciò non significa drogare l’animale o semplicemente sedarlo per non avere problemi. Significa invece aiutarlo a stare più sereno, con meno ansia.

Alla somministrazione di farmaci va sempre associato un percorso di rieducazione o comunque consigli gestionali adeguati alla situazione.

Acepromazina? Sconsigliata

Attenzione. Ad oggi, è fortemente sconsigliato l’utilizzo di farmaci contenenti il principio attivo acepromazina per trattare cani e gatti con paura dei botti. Questo farmaco può diventare per l’animale una “camicia di forza chimica”. Infatti, in relazione alle caratteristiche della molecola stessa, può inibire la manifestazione motoria, ma non calmare veramente l’animale. Inoltre, è possibile che questo farmaco accentui la sensibilità ai rumori. Anche se questo farmaco è stato in passato prescritto da un medico veterinario, è necessario rivolgersi ad un Medico Veterinario Esperto in comportamento per una rivalutazione del caso. Ad oggi, esistono vari altri farmaci, con differenti caratteristiche, che possono essere utilizzati in modo proficuo.

Inoltre, esistono vari prodotti naturali, fitoterapici, nutraceutici, aromaterapia, fasciature compressive… che possono dare supporto ai nostri animali. Anche in questo caso è consigliabile farsi seguire dal medico veterinario esperto in comportamento. Attuando queste strategie, si possono aiutare cani e gatti a stare meglio.

In una civiltà moderna e sensibile sarebbe oltremodo importante proporre, valorizzare e pubblicizzare chi organizza spettacoli alternativi come i droni e i fuochi silenziosi, anch’essi visivamente affascinanti ma rispettosi dell’ambiente e della vita.

Eva Ricci, vicepresidente associazione veterinari Viva

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