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Assaggia il miele e scopri lo stato di salute delle api. La molecola non mente, studio Crea

La ricerca molecolare sul miele come strumento non invasivo di rilevamento e monitoraggio dello stato di salute delle api mellifere. Trovati patogeni
Autore:
Fabio Carosi
aggiornato il
08/01/2026

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista internazionale Plos One. Il miele rivela la presenza di eventuali patogeni

La ricerca molecolare sul miele come strumento innovativo e non invasivo di rilevamento e monitoraggio dello stato di salute delle api mellifere. Questo lo scopo dello studio 'Molecular Detection of Bee Pathogens in Honey from Various Botanical Origins', pubblicato sulla rivista scientifica PLoS One e condotto da un team di ricercatori del Crea Agricoltura e Ambiente, guidato da Giovanni Cilia nell’ambito dei progetti europei Genapis.It.3 (coordinato da Cecilia Costa) e Medibees (coordinato da Antonio Nanetti).

Il miele potente bioindicatore di patogeni

Il monitoraggio tradizionale di patogeni nelle colonie di api mellifere comporta il campionamento diretto di singole api, un processo che può essere sia logisticamente impegnativo che invasivo, poiché richiede la raccolta di numerosi esemplari - spiega il Crea in una nota - Per evitare indagini così impattanti su questi insetti, il gruppo di ricercatori del Crea (Rossella Tiritelli, Gian Luigi Marcazzan, Cecilia Costa, Antonio Nanetti e Giovanni Cilia), ha utilizzato innovative tecniche molecolari che, mediante l’analisi del Dna (eDna) e dell'Rna ambientali (eRna), rendono il miele un potente bioindicatore. Infatti, l’estrazione di materiale genetico da campioni ambientali, invece che direttamente dagli organismi, costituisce un metodo affidabile di rilevazione di patogeni delle api.

"Assaggiati" 679 campioni di miele

Le analisi molecolari svolte su 679 campioni di miele, provenienti da tutte le venti regioni italiane, hanno rilevato la presenza di 8 patogeni (Dwv, Cbpv, Abpv, Bqcv, Kbv, Nosema ceranae, Crithidia mellificae, Lotmaria passim) nel 97,5% dei casi. I più diffusi sono risultati Dwv (81,7%), N. ceranae (56,1%) e Cbpv (56,0%). Sono state ottenute stime della prevalenza, dei carichi e della co-presenza dei patogeni ed è stata valutata la variazione per tipo di miele, regione e area geografica più ampia, con l'obiettivo generale di stabilire una base epidemiologica per la salute della colonia.

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