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Cinofilia: allevatori, animalisti e volontari uniti per il benessere animale. L'appello

Il Gac: "Vogliamo lanciare un appello alla parte sana del settore cinofilo italiano, affinché non continui a rimanere testimone impotente delle incompetenze"
Autore:
Fabio Carosi
aggiornato il
29/12/2025

Dall'Associazione Nazionale, Gruppo Allevatori Cinofili riceviamo e volentieri pubblichiamo

Perché è necessario cambiare: una nuova visione per la cinofilia italiana

La cinofilia italiana sta attraversando una fase critica che richiede coraggio, responsabilità e una visione nuova. Non si tratta di un semplice aggiustamento, ma di un cambio di paradigma. Le dinamiche attuali non sono più sostenibili: non per gli allevatori seri, non per i volontari, non per le famiglie e soprattutto non per gli animali. Per questo è necessario cambiare.

L'importazione illegale di cuccioli: una distorsione del mercato senza etica

Il primo fronte su cui intervenire riguarda le importazioni illegali di cuccioli e lo sfruttamento sistematico che caratterizza molte Pet Farm. Si tratta di un fenomeno che prospera nell’opacità, che alimenta sofferenza animale e che sottrae credibilità all’intero settore. È un mercato parallelo che danneggia gli allevatori etici, ma anche i volontari che ogni giorno si impegnano per salvare e ricollocare animali in difficoltà. Inoltre, anche le cosiddette “staffette” irregolari dal Sud verso il Nord non sono un’alternativa solidale: sono parte del problema. Sono nemici comuni, nemici della cinofilia, delle famiglie adottanti e soprattutto degli animali.

Basta antagonismi tra chi lavora e la galassia animalista: obiettivi condivisi

A questo si aggiunge un secondo elemento: l’assenza di un dialogo strutturato con il mondo animalista e del volontariato. Una parte importante della società civile viene spesso percepita come antagonista, quando invece potrebbe essere un interlocutore prezioso. Non tutto l’animalismo è integralista; molto spesso è semplicemente escluso dalla conoscenza reale del lavoro serio e scrupoloso degli allevatori responsabili. È tempo di costruire sinergie, non muri. È tempo di dialogare sulle cose che uniscono, lasciando fuori ciò che divide. Perché, quando si condividono dati, obiettivi e responsabilità, le distanze si riducono e le soluzioni emergono.

Tutti i soggetti al tavolo istituzionale

Il terzo nodo riguarda la rappresentanza. Un settore credibile è un settore che può incidere. Ma la credibilità non si costruisce regalando titoli privi di sostanza, distribuendo riconoscimenti come strumenti di consenso o premiando la fedeltà invece della competenza. Questo approccio non rafforza la cinofilia: la indebolisce. La espone. La rende fragile. La rappresentanza deve tornare a essere una leva istituzionale, non una moneta di scambio. Solo così sarà possibile dialogare con le istituzioni, contribuire alle riforme, contrastare i traffici illegali e proteggere chi lavora nel rispetto delle regole.

La cinofilia deve fare sistema

Infine, è necessario superare la logica delle corporazioni. Continuare a ragionare per appartenenze, per piccoli feudi, per gruppi contrapposti produce effetti devastanti: uccide le proposte, impedisce le riforme, allontana le soluzioni. La cinofilia italiana non può più permettersi di essere un arcipelago di interessi separati. Deve diventare un sistema. Un sistema aperto, trasparente, partecipato. Il cambiamento non è un rischio: è un dovere. È l’unica strada per restituire dignità al settore, per tutelare gli animali, per proteggere le famiglie e per valorizzare il lavoro degli allevatori etici e dei volontari seri. È l’unico modo per costruire una cinofilia moderna, credibile e sostenibile.

Le proposte

La nostra Associazione invita tutte le componenti rappresentative di questo meraviglioso mondo degli animali da compagnia a compiere un passo decisivo: istituire un Osservatorio e un Tavolo di lavoro permanente dedicati alle criticità del settore e alle necessità più urgenti. Riteniamo che solo attraverso un luogo stabile di confronto, aperto, trasparente e partecipato, sia possibile affrontare con serietà le sfide che oggi minacciano il benessere animale, la credibilità del settore e la sostenibilità del lavoro di allevatori, volontari e professionisti.
Un Osservatorio indipendente e un Tavolo permanente permetterebbero di: a) monitorare i fenomeni distorsivi, come le importazioni illegali e le attività prive di tracciabilità; b) analizzare i dati reali e non le percezioni; c) costruire proposte condivise e riforme concrete; d) favorire il dialogo tra mondi che troppo spesso vengono tenuti separati; e) dare voce alle esigenze delle famiglie, degli operatori e degli animali.

La trasparenza non è un'eccezione ma la regola

Un Osservatorio e un Tavolo permanente rappresentano il primo passo per costruire un futuro in cui la trasparenza non sia un’eccezione, ma la regola; in cui la partecipazione non sia un rischio, ma un valore; in cui il benessere animale sia davvero il centro di ogni scelta. Aderire a questo percorso significa dichiarare con chiarezza da che parte si vuole stare. Significa scegliere la trasparenza, la responsabilità e il bene collettivo, isolando chi continua a concepire la cinofilia come un terreno di gestione di poltrone, potere e interessi personali. Perché esiste ancora una parte del settore che non lavora per unire, ma per dividere. Che non costruisce, ma conserva. Che non promuove partecipazione, ma la teme. Le loro azioni sono spesso orientate a frammentare, a creare contrapposizioni, a impedire che si formi un fronte comune.

La professionalità è una cosa seria

E c’è un motivo preciso: un settore unito, coeso e orientato verso obiettivi chiari non lascia spazio alla mediocrità. Non lascia spazio a chi vive di rendite di posizione, a chi distribuisce titoli senza sostanza, a chi utilizza l’opacità come strumento di controllo. Un settore che condivide valori, dialoga e si assume responsabilità cresce. E quando un settore cresce, la mediocrità non trova più rifugi. Aderire significa quindi scegliere il cambiamento. Significa sostenere un modello che mette al centro gli animali, le famiglie, la qualità del lavoro e la credibilità delle istituzioni. Significa contribuire a costruire un futuro in cui la cinofilia italiana non sia più ostaggio di logiche di potere, ma protagonista di un percorso di rinnovamento, trasparenza e dignità.

Associazione Nazionale, Gruppo Allevatori Cinofili

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