Il British Shorthair è una delle razze feline più diffuse e amate. È la razza più diffusa nei registri del Governing Council of the Cat Fancy (GCCF) del Regno Unito dal 2001, quando ha superato la razza persiana. Il British Shorthair è il discendente dei gatti portati in Gran Bretagna dai Romani che furono successivamente incrociati con i gatti selvatici nativi.
La storia
Storicamente si sa che il British Shorthair visse allo stato selvatico o quanto meno non fu riconosciuto e allevato come razza a sé sino al XIX secolo. Nella seconda metà dell'Ottocento Harrison Weir, artista e illustratore inglese noto per il suo lavoro nel raffigurare animali, in particolare gatti, decise di selezionare la razza di questo gatto nella sua varietà blu e lo presentò per la prima volta all'esposizione felina del Crystal Palace nel 1871. I British blue furono per lungo tempo confusi e incrociati con i gatti certosini francesi. Le caratteristiche del genotipo di queste due razze sono alquanto diverse. La popolarità della razza è diminuita dal 1940, ma dalla fine della seconda guerra mondiale i programmi di allevamento si sono intensificati e la popolarità della razza crebbe di nuovo. Per un certo periodo i British Shorthair furono incrociati con i gatti persiani per rendere il loro corpo più soffice e la testa più tonda, e da qui cominciarono a nascere i British Longhair, razza riconosciuta ufficialmente dal 2008 nel circuito WCF e FIFE dal 2016. Le guance rotonde e le pieghe intorno alla bocca che simulano il sorriso ricordano il gatto del Cheshire di Alice nel Paese delle meraviglie. La razza è diventata una delle preferite dagli addestratori di animali a causa della sua natura docile e intelligenza e questi gatti sono apparsi in molti film di Hollywood e spot televisivi.

La Leggenda
Secondo la leggenda, il progenitore del British Shorthair non abitava in Gran Bretagna, bensì in Egitto, ed era il gatto preferito del generale egizio Gasthelos e di sua moglie Scota, un gattone pasciuto e coccolatissimo, considerato effigie vivente di una divinità. Gasthelos, per ordine del faraone, inseguì gli ebrei in fuga sino al Mar Rosso e, quando le sue truppe furono inghiottite dalle acque che si erano miracolosamente aperte per far passare i fuggitivi, per salvarsi dell'ira del faraone, decise di radunare i soldati superstiti e di tentare la sorte fuori dall'Egitto, partendo verso l'ignoto per fondare una nuova nazione. Naturalmente il gatto lo seguì e fu invocato come propiziatore di buona sorte. Gasthelos e Scota si fermarono dapprima nel regno di Brigantium, sito nell'attuale Portogallo, quindi proseguirono sino alla Gran Bretagna e si stabilirono in quella terra che chiamarono Scozia in onore di Scota. Il gatto mostrò di gradire molto la nuova dimora, si accoppiò con molte gatte che vivevano allo stato selvatico e da queste unioni nacquero i primi esemplari di British Shorthair.
Caratteristiche fenotipiche del British
I British Shorthair sono presenti in molti colori. Per molti anni, la variante più popolare è stata quella blu e fino a pochi anni fa questo gatto veniva chiamato anche "British blue". Il blu rimane comunque uno dei colori più popolari della razza, anche se ora c'è una grande varietà di altri colori e varianti cosiddette "pattern accepted" riconosciute da molti enti e associazioni. Questi includono i colori nero, blu, bianco, rosso, crema, cioccolato, lilla, cinnamon (cannella) e fawn (daino). Il British Shorthair può essere monocolore (i più diffusi) o presentare un mantello con più colori, come i colourpoint, i tabby, i silver e golden (ombreggiati) e i bicolori. Tutti i colori scuri si possono presentare anche nelle femmine nella diverse varietà tartaruga (black tortie, chocolate tortie, blue tortie e lilac tortie), che è una combinazione di rosso o crema con altri colori.

Difetti tipici
Mantello troppo lungo o troppo morbido, che indica la prevalenza dell'apporto delle caratteristiche del gatto persiano con cui in passato è stato ibridato, mancanza di sottopelo, ossatura delicata, macchie bianche in mantelli unicolori, testa troppo sottile, guance piatte, occhi con taglio orientale (a mandorla) e obesità.
Gatto per gente che lavora
Il British è una razza di gatto dal carattere molto particolare, sa stare a casa da solo senza fare pasticci o dispetti, essendo stabile ed equilibrato, adatti quindi come indoor-only, cioè per la vita d’appartamento. Non esigono molte attenzioni, perciò anche se il proprietario dovesse assentarsi per qualche ora questo tipo di gatto non soffrirà di solitudine, poiché ha una tendenza molto spiccata a giocare, anche da solo. I British nonostante la propensione al gioco, non sono iperattivi, sono molto tranquilli e possono anche dormire molte ore al giorno, preferendo stare vicino ai loro proprietari. Potrebbero supervisionare le attività di famiglia da un trespolo comodo o forse dal pavimento. Talvolta seguono il padrone in maniera quasi persecutoria. I British sono gatti adatti alla gente che lavora, in quanto non hanno problemi nell’oziare semplicemente in giro per casa mentre il loro proprietario è fuori. Questi gatti non hanno stimoli distruttivi e generalmente non hanno bisogno di altri animali da compagnia, anche se non hanno problemi nel convivere con un altro British o un altro gatto con temperamento simile. Questi gatti amano particolarmente essere coccolati e non sono una razza particolarmente rumorosa, anche se i miagolii non mancano, soprattutto nel momento del cibo o mentre giocano.

Il trillo che li rende unici
Hanno la caratteristica di emettere un trillo che li rende unici nel loro meraviglioso mondo, ed hanno la tendenza a seguire le persone da una stanza all’altra per stare con il loro proprietario e vedere cosa sta succedendo. Diventano parte integrante della famiglia, ne fanno parte rispettando sempre il loro ruolo. Ad altri non importa di essere coccolati e la maggior parte di questi gatti preferisce mantenere le quattro zampe per terra mentre è coccolato, piuttosto che venire preso in braccio. Possono imparare piccoli accorgimenti spontaneamente.
Solido, indipendente, cacciatore
Il British è solido e molto posato, non si lascia andare a crisi nevrasteniche e non alza la voce, non graffia e non morde per rabbia o per paura (al massimo mordicchia per giocare, ma facendo sempre grande attenzione a non superare i limiti consentiti e quando mette le zampe sulla faccia del padrone tira sempre dentro le unghie).
Dominante, indipendente e molto fiero, con un gran senso della dignità personale. Si adatta bene ai cambiamenti e ai viaggi. Il cambio di ambiente è anzi un’occasione per esplorare nuovi orizzonti, con la curiosità innata che lo contraddistingue. Il British è anche molto paziente con i bambini e se proprio non ce la fa più, piuttosto che far loro male si nasconde in qualche posto dove può stare in pace per un po’.
Cacciatore e giocherellone, il British ha un istinto da cacciatore che in campagna si rivela con roditori, uccelli e lucertole e che, in appartamento, si sfoga sugli insetti di ogni tipo. Alla vista di un moscerino il British si illumina e inizia ad avvicinarsi circospetto emettendo un caratteristico suono acuto di allarme, fino a piombare sulla preda. Il British ama anche molto il gioco, in particolare quello che gli ricorda la caccia, ama rincorrere la pallina che gli si tira e può imparare a riportare piccoli oggetti (corde o topolini di pezza).
La cura e la toeletta
I British Shorthair non richiedono molte cure, anche se è un bene spazzolarlo una volta a settimana, essi necessitano di qualche attenzione in più rispetto alle altre razze a pelo lungo: il mantello compatto e denso deve essere spazzolato con una certa frequenza, soprattutto durante il periodo della muta. Per i British Longhair ci deve essere un attenzione maggiore sulla toelettatura. Oltre ad avere il sottopelo importante dello shorthair hanno anche la lunghezza: spazzolate quotidiane e ricco bagno sono azioni necessarie per tenerlo pulito e pettinato.
La salute
I British, come altre razze feline, sono soggetti a cardiomiopatia ipertrofica (HCM), e alla malattia del rene policistico (PKD). E’ importante per questo rivolgersi ad allevamenti certificati che eseguono test genetici sui loro riproduttori per evitare seri problemi di salute nei loro futuri cuccioli. Si consiglia sempre di sottoporre il proprio british ad almeno un ecocardio annuale come controllo di routine. Inoltre possono essere soggetti all’obesità, soprattutto se sterilizzati o tenuti al chiuso, quindi si deve curare la loro dieta.
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